Trieste, Campi Elisi si mobilita per il pitbull antipolizia. «È innocuo, liberatelo»

TRIESTE Dicono che Nikita sia solo una cagnolina, scodinzolante come tante. Certo, forse un po’ irruenta nel dimostrare il suo affetto per gli umani, ma pur sempre una tenerona. Sono i vicini di casa del settantenne Tommaso Casale, il padrone del pitbull sequestrato dal gip Laura Barresi su richiesta del pm Federico Frezza, a farsi avanti in difesa del quattrozampe finto in una rocambolesca vicenda di cronaca.
Stando alle ricostruzioni della polizia, infatti, il cane avrebbe tentato di attaccare i due agenti intervenuti sabato scorso attorno alle nove e mezza di sera nell’appartamento di viale Campi Elisi 32 dove abita Casale. Erano stati gli stessi residenti a contattare il 113 per far abbassare il volume della radio che proveniva dall’interno dell’alloggio.
La relazione di servizio della Questura sostiene che i poliziotti erano entrati per un controllo, ma hanno dovuto indietreggiare per evitare i morsi del pitbull. Sarebbe stato proprio il padrone ad aizzare l’animale con tanto di insulti. «Impossibile, quella cagnolina non è pericolosa», giura la signora Adriana Orbani che abita a pochi metri dallo stabile di Casale e che fa un po’ da portavoce degli inquilini del palazzo.
«Siamo sconcertati dall’accaduto perché qui in rione Nikita è conosciuta. È docile, anzi dolcissima. È una cagnolina amata da anziani e bambini, non ha mai fatto niente a nessuno. Non è mai stata aggressiva e ormai ci siamo affezionati a lei e al suo padrone. Forse gli agenti si sono impauriti per la razza e la stazza - commenta la signora Obani - ma non credo proprio che siano stati assaliti. Avranno confuso uno slancio di affetto con un tentativo di aggressione».
Tommaso Casale è pronto a mettere una mano sul fuoco: «La mia Nikita non ha fatto nulla, è buona», afferma. La sua versione dei fatti è nettamente diversa da quella degli agenti. «Erano circa le nove e mezza di sabato sera - ricorda - io ero a casa, stavo ascoltando la musica con uno stereo. Sono venuti due poliziotti per domandarmi di abbassare il volume e come la cagnetta li ha visti varcare l’ingresso ha iniziato a saltare verso di loro. Ma lo ha fatto per giocare, ne sono assolutamente certo».
Un cane che fa le feste confuso con un pericoloso tentativo di azzannare due poliziotti? Questo dice il proprietario del pitbull. «La polizia - continua Casale - è poi venuta ad arrestarmi. Mi hanno portato in Questura lasciandomi per due ore ammanettato con le mani dietro alla schiena seduto su una sedia di plastica. Ero dolorante, ma nessuno mi considerava. Per farmi liberare ho dovuto buttarmi a terra, in modo che chiamassero il 118.
Nel frattempo mi hanno requisito le chiavi di casa e sono andati a prendersi il cane. Ma Nikita - ripete - non è pericolosa. Ce l’ho da sei anni, tutta Campi Elisi sa chi è. La mia cagnetta è dolce, è amata, sa stare con gli anziani e i bambini. È ben voluta da tutti», assicura. «Tutta questa vicenda è frutto di un brutto fraintendimento, ho letto soltanto falsità. La mia è una cagnolina che ha solo voluto dimostrare affetto, per questo sono stato arrestato. È pazzesco».
Il pitbull al momento si trova ancora in canile su ordine delle autorità giudiziarie che hanno disposto il sequestro.
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