Frenata sul trasloco del Mercato ittico

Sfuma lo spostamento dall’ex Gaslini promesso da Dipiazza nell’agosto 2017. Ipotesi molo Zero scartata. L’assessore Giorgi: «Servono almeno tre anni»
Il Molo Zero in porto Vecchio
Il Molo Zero in porto Vecchio

TRIESTE Mercato ittico anno zero. Altro che molo Zero in Porto vecchio. Il Fish Market promesso dal sindaco Roberto Dipiazza per l’agosto 2017 è svanito nel nulla. Lo “spumante” resterà in frigo e il “branzino” premio all’assessore Giorgio Rossi sarà inutile. Il Mercato ittico non sarà sicuramente il primo insediamento produttivo in Porto vecchio. Non è neppure detto che ci arrivi mai dall’ex Gaslini. A tutt’oggi un’alternativa al molo Zero non è stata individuata. «Io ho sempre parlato di almeno due anni, poi il sindaco si è lanciato su un anno - spiega l’assessore al Commercio Lorenzo Giorgi -. Ma ora, con la rivisitazione di quelle aree legata ai 50 milioni in arrivo da Roma, i tempi si allungheranno. Almeno tre anni e “tocco ferro”. A questo punto speriamo prima della fine del mandato. Ma prima dobbiamo avere la certezza di cosa succederà in quell’area. Se il museo del mare va nei magazzini 23, 24, 25 il problema è capire se si può ancora fare lì l’attracco per le barche. L’idea era quella di creare un molo nuovo. Ma se poi decidono di portare la portaerei Vittorio Veneto è una tragedia. Siamo bloccati. Stiamo andando avanti con la progettazione, ma sui tempi sarei cauto...».

 

Trieste, il rebus del mercato in Porto vecchio
Il Mercato ittico nell'area ex Gaslini

 

Nel frattempo il mercato ittico resterà all’ex Gaslini. La concessione, di durata quindicinale, era scaduta il 19 aprile scorso ed è stata rinnovata fino al 31 dicembre del prossimo anno. Il Comune ha già dovuto integrare di 65mila euro la spesa per il canone. Ma probabilmente non basterà. È improbabile che il Mercato ittico traslochi entro il prossimo anno. È anche vero che l’Autorità portuale preme per tornare in possesso dell’area ex Gaslini per i traghetti. «Abbiamo recepito il progetto del Comune che condividiamo dal punto di vista strategico» aveva dichiarato il 19 luglio l’allora commissario dell’Autorità portuale (ora presidente) Zeno D’Agostino, parlando del Fish Market al molo Zero. «Lo condividiamo ancora, tant’è che Dipiazza non lo vuole più fare lì. Al molo Zero non si farà più. Dopo l’incontro a Roma di fine settembre è stato tolto da quell’ambito. Non è più prioritario. È stato il sindaco il primo a riconoscerlo. Se lì deve esserci un polo museale, deve essere sul mare». Magari con la portaerei Vittorio Veneto e il pontone Ursus ormeggiati di fronte.

Il sogno del Mercato ittico al molo Zero («Una struttura all’avanguardia che si autopulirà») non è durato neppure 100 giorni. Era la prima promessa extra programma del Dipiazza Ter. Rimangiata subito. «Il progetto sarà condiviso con i pescatori: la struttura avrà grandi pendenze e sarà dotata di un sistema di autolavaggio perché il pesce ha bisogno di molta acqua - aveva dichiarato il sindaco -. L’assessore Rossi ha già visionato quello che è un vero e proprio palazzone, oltre 2.500 metri quadrati (il Magazzino 30, ndr). Lì faremo anche un supermercato. Vicino potranno essere insediate altre realtà di ristorazione che cucinino il pesce appena pescato. I pescherecci potranno essere ormeggiati in uno dei moli più protetti di Trieste perché lì davanti c’è la Diga. Sul molo Zero basta mettere le bitte e i corpi morti, perché le sponde sono già state rifatte dalla presidente Monassi: spenderemo pochissimi euro e tra un anno in questo periodo potremo già essere dall’altra parte. Sarà il primo insediamento produttivo per la riqualificazione del Porto vecchio: mettete lo spumante in frigo. Giorgio Rossi si è meritato un branzino».

 

Accordo per il Mercato ittico in Porto vecchio

 

Trieste scopre così di avere un assessore alla Cultura (oltre che al Bilancio, allo Sport e ai Giovani) che si occupa di pesci. Tutto ha inizio il 6 luglio. Di fronte alla chiusura del Mercato ittico all’ex Gaslini da parte dei Nas, il sindaco annuncia “coram populo” l’intenzione di trasferirlo «entro 400 giorni» in Porto vecchio al molo Zero. «Ho deciso che lo porteremo al molo Zero del Porto vecchio. E sarà la prima iniziativa nel Porto vecchio. Il commissario D’Agostino è d’accordo. Sarà un regalo che faremo ai pescatori e ai pescivendoli».

Seguono sopralluoghi e incontri. «Siamo molto soddisfatti. È un’idea molto buona. Portiamo i pescatori al molo Zero. Ci sarà il mercato ittico. E andiamo a risolvere dei problemi dell’Autorità portuale che ha bisogno dei moli per i suoi traghetti. Una grande iniziativa. Così finalmente parte il Porto vecchio» ripete una settimana dopo. Chi dorme non piglia pesci. Ma sui tempi frena già Giorgi: «La volontà del sindaco è consegnare la struttura in un anno e mezzo» rettifica subito. Ma è ormai troppo tardi. Lo spumante è già in frigo e il branzino forse in pancia.

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