Anarchici in corteo contro il militarismo

Via 24 Maggio è diventata “via la guerra dalla storia”, via Diaz “via del Disertore”. Sono cambiati per qualche ora anche i nomi delle strade di Gorizia, ieri pomeriggio, durante la manifestazione organizzata dal Coordinamento libertario regionale per dire no alle celebrazioni per la “vittoria” dell’Italia nella Grande Guerra e al militarismo, al fascismo, con i dimostranti che hanno appeso una serie di cartelli con la rinnovata toponomastica sotto a quelli ufficiali. Al corteo, partito poco prima delle 16 dalla stazione ferroviaria con in testa una piccola fanfara e diversi striscioni, hanno preso parte oltre 300 persone (ma c’è chi su fb ha detto di averne contati solo 87), per una manifestazione che forse ha pagato la contemporaneità con i grandi cortei di Trieste, ma che ha visto comunque la presenza di gruppi anarchici e antifascisti provenienti anche da fuori regione: in 50, ad esempio, sono giunti a Gorizia in corriera da Milano e dalla Brianza.
La manifestazione si è svolta in un clima piuttosto tranquillo sotto lo sguardo attento delle forze dell’ordine, con pochissimi momenti di tensione: davanti al teatro “Verdi” sono stati fatti esplodere alcuni petardi, e sono stati accesi dei fumogeni rossi nei pressi del parco della Rimembranza e di via Mazzini (che ospita la sede di Casapound), luoghi rimasti comunque inaccessibili e transennati, oltre che presidiati dalla polizia. Poi, a pochi metri dall’arrivo in piazza Vittoria, un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo per raggiungere largo 27 Marzo e cancellare simbolicamente con pennello e vernice bianca alcuni simboli di estrema destra disegnati sul colonnato a pennarello. È in questi frangenti che tanto le forze dell’ordine quanto altri presenti (come anche il fotografo del Piccolo) sono stati pesantemente apostrofati da alcuni dimostranti. Se il corteo ha sostanzialmente detto no alla guerra, sono tanti i temi toccati durante gli interventi al microfono nei punti più significativi della città. Così ad esempio si è parlato di una «Gorizia che non è mai stata italiana e nazionalista, ma da sempre friulana, slovena, italiana, multietnica», e di un fermo “no” alla retorica della vittoria. Ancora, come detto, è arrivata una forte critica alla toponomastica cittadina che ricorda date e figure legate a guerra e fascismo, così come è stata ricordata la cittadinanza onoraria a Mussolini e rispolverata l’annosa polemica sulle cerimonie della X Mas, «ricevuta anche dal sindaco Ziberna, un personaggio tronfio e arrogante», come è stato scandito al microfono proprio davanti al Municipio.
A concludere la manifestazione, in serata, è stato in piazza Vittoria un concerto, seguito a tanti interventi che hanno chiamato in causa le scelte del Governo sulle spese militari e tante altre figure della politica internazionale. —
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