Boscaglia e oasi per ratti nello spiazzo di via Morelli
Ricordate il rudere di via Morelli che venne, poi, demolito al termine di una lunga “battaglia” a base di telefonate e carte bollate fra Comune e Soprintendenza ai beni artistici e architettonici?
Oggi, quello spiazzo si sta gradualmente trasformando in boscaglia, visto che la vegetazione selvaggia si sta impadronendo di tutti gli spazi. Non solo. Più volte, nell’arco dell’anno, è stata segnalata dai residenti e dai commercianti della zona la presenza (sgradita e sgradevole) di topi che scorrazzano qua e là e, ogni tanto, vanno fare anche una “visitina” alle abitazioni vicine. Una vera e propria oasi per ratti. Che fare? Come riutilizzare l’area?
Una breve carrellata delle puntate precedente. L’amministrazione comunale targata Ziberna, qualche tempo fa, manifestò l’intenzione di acquisire l’area dal fallimento, per realizzare anche lì un’area di sosta. Ma tutto pareva essere naufragato perché, oltre ai vincoli urbanistici, si era messa di traverso la Soprintendenza ai beni artistici e architettonici.
Ma il Comune non demorde. E il sindaco Ziberna lascia intendere che con il cambio del Soprintendente, forse, qualcosa potrà cambiare. «Sì, ho parlato con la nuova responsabile e, assieme, abbiamo fatto un sopralluogo nella zona. Ci era stato detto che lì bisognava costruire un’altra palazzina che ricordasse, architettonicamente, lo stabile malandato che è stato demolito. Ma ho cercato di far capire alla funzionaria che, in tempi storici come questi, è difficile se non impossibile trovare investitori che spendano i propri soldi per realizzare lì un edificio. A quel punto, ho rilanciato l’idea di puntare tutte le nostre carte su un parcheggio e devo dire che ho trovato anche una certa disponibilità a riconsiderare la questione».
A quel punto, il Comune potrebbe acquisire l’area e, con il disco verde della Soprintendenza, far sparire il degrado e i topi e mettere a disposizione della città nuovi posti-auto. «Certo è che si tratta di uno spazio strategico che darebbe ulteriore respiro a quella parte di città», il ragionamento del sindaco.
Intanto, però, le segnalazioni dei residenti sono continue. Anche perché, complice la boscaglia che sta nascendo, molti utilizzano quello spiazzo come orinatoio. «Ho visto tre ragazzotti in fila mentre facevano la pipì sulla ghiaia, come se nulla fosse», la testimonianza di un residente. «Ho cercato di far capire loro che il loro comportamento non andava bene ma, di tutta risposta, mi sono sentito mandare a quel paese». Ecco perché viene formulato un appello al Comune di Gorizia affinché recuperi quello spazio cittadino. —
FRA.FA.
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