Confermata la collaborazione fra la Barcolana e il Nautico

Una collaborazione destinata a continuare e a rafforzarsi nella prossima edizione. È quanto annunciato agli studenti del Nautico ieri dal presidente della Società velica di Barcola e Grignano, realtà che organizza la Barcolana, Mitja Gialuz, in occasione della consegna degli attestati ai 70 allievi che hanno svolto l’attività di “Follow Me” durante la regata dello scorso ottobre. Tutti hanno garantito un aiuto prezioso alle imbarcazioni in arrivo in città durante il grande evento.
Alla cerimonia hanno preso parte anche il comandante Vladimiro De Noto, il presidente della Guardia costiera ausiliaria Fabrizio Pertot, oltre alla preside della scuola Donatella Bigotti. «Dovete essere consapevoli – ha detto Gialuz rivolgendosi ai ragazzi – che avete fatto qualcosa di grande insieme a Barcolana. La manifestazione ha una forza enorme, grazie a tutti quelli che collaborano, e il vostro contributo è fondamentale ogni anno. Siete stati i primi ad accogliere gli armatori, il primo contatto con chi arriva nel porto di Trieste. Dovete essere orgogliosi, insieme alla vostra preside, di quello che avete portato a termine. Ci tengo poi a soffermarmi sull’ambiente marino, ciascuno di noi è un cittadino del mondo e dobbiamo prendercene cura, anche con piccoli gesti. Per questo nelle prossime settimane – ha anticipato – presenteremo proprio un progetto sulle plastiche, che porteremo anche nella prossima edizione e che di sicuro vi coinvolgerà. E in vista di Barcolana 50+ vogliamo rafforzare quanto fatto finora con voi, mettendo in campo ancora più professionalità e nuove iniziative per il “follow me”».
Soddisfazione espressa dalla preside Bigotti: «Sono andata spesso a trovare i ragazzi sulle Rive durante la manifestazione – ha ricordato –, li ho visti sempre impegnati e soprattutto hanno dimostrato grande entusiasmo per questo progetto, che risulta anche utile per l’alternanza scuola lavoro. Inoltre sono contenta perché consente ai ragazzi di vivere in prima persona il mare e riprendere le arti marinaresche che, dopo la riforma, non sono più previste nel curriculum di studio e che invece fanno parte della formazione storica di questo istituto». —
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