Doppio Leone d’oro all’olio di oliva dell’azienda Ota di San Dorligo

Quando decisero di intraprendere l’avventura imprenditoriale nel mondo della produzione dell’olio da tavola, nel 2012, erano molto giovani, Ilija aveva 21 anni, sua sorella Urska 25. E nella vita facevano tutt’altro: Ilija studiava per diventare attore all’Accademia di Lubiana, seguendo una sua grande aspirazione. Urska aveva già completato gli studi come traduttrice e faceva l’operatrice culturale. Ma la scelta di dedicarsi agli uliveti di famiglia si è rivelata vincente e oggi, a distanza di sette anni, possono dirsi più che soddisfatti. Quest’anno infatti, per la prima volta, Urska e Ilija Ota hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali: il Leone d’Oro dei Maestri oleari, nella selezione dei migliori oli al mondo, il Leone d’Oro dei Maestri oleari per l’idea più originale nel confezionamento e il Gold award del New York International Olive Oil Contest. Per una piccola impresa familiare, che opera su una superficie di appena 3 ettari di uliveto, sulla collina denominata “Celo”, a Bagnoli della Rosandra, un successo di notevole dimensione. «La nostra è una storia molto particolare – raccontano – perché al mondo della produzione dell’olio d’oliva ci aveva avvicinati il nostro papà, Roberto. Quando eravamo piccoli – ricordano – ogni tanto ci chiedeva di aiutarlo nel lavoro in campagna, sui terreni di famiglia. Per noi era poco più di un gioco. Prova ne sia – precisano – che, raggiunta l’età nella quale bisogna decidere cosa fare da grandi, intraprendemmo strade diverse. Poi, improvvisamente, sette anni fa, nel giro di pochi giorni, perdemmo il papà e ci trovammo davanti alla necessità di operare una scelta radicale. Le prospettive erano due: vendere l’azienda di famiglia, oppure abbandonare le attività che avevamo intrapreso e dedicarci a proseguire il lavoro iniziato dal nostro papà nel 1984. Optammo per questa seconda soluzione – sottolineano – nella consapevolezza che non sarebbe stato facile. Ma eravamo molto motivati, perché si trattava di proseguire sulla traccia del lavoro e della fatica del nostro papà, facendo una scelta dettata dal cuore».
La storia ha dato ragione ai fratelli Ota, al punto che oggi possono fregiarsi di titoli e riconoscimenti di spessore internazionale, pur disponendo di un terreno relativamente piccolo come dimensione. E ciascuno dei due ha messo a disposizione dell’azienda di famiglia le proprie capacità: Ilija fa principalmente il lavoro nei campi, programmando tempi e interventi, Urska mette a frutto la fantasia e la creatività di cui è dotata. Al punto da inventare, per i tre tipi di olio prodotti, altrettanti nomi che riportino alla realtà ambientale di Bagnoli della Rosandra. «Il più delicato lo abbiamo chiamato “Levitas”, cioè leggerezza, abbinandolo nell’immagine sull’etichetta alla farfalla – spiegano - quello dal sapore più forte e pungente è denominato “Vis”, termine latino che riporta alla forza e all’impeto, riportando sulle bottiglie l’immagine della vespa, quello più equilibrato infine si chiama “Libra” e porta come simbolo la libellula».
Ilija e Urska trovano comunque l’energia e il tempo per coltivare, nei ritagli, le passioni individuali: lui suona la chitarra col gruppo Autentics, lei insegna tenendo corsi di inglese e sloveno. «Siamo molto felici per questi riconoscimenti – riprendono i fratelli Ota – anche perché stiamo mettendo a frutto gli insegnamenti del papà, proseguendo la sua strada e perché come fratelli andiamo molto d’accordo nella gestione quotidiana dell’azienda. Fattore quest’ultimo – concludono – che dimostra equilibrio e passione». —
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