Effetto euro, raddoppia il debito delle famiglie
Dal 2002 esposizione cresciuta del 93%. A Trieste ogni nucleo in rosso di 12.400 euro
ROMA In cinque anni, dal 2002 al 2007 i debiti delle famiglie italiane sono quasi raddoppiati (crescita media +93,28%, con un valore medio di debito a 15mila 764 euro). Lo dice uno studio della Cgia di Mestre che ha analizzato i dati sull’esposizione finanziaria degli italiani provincia per provincia. Nel Friuli Venezia Giulia i più indebitati sono i cittadini del Goriziano con 16.170,84, seguiti dai pordenonesi con 15.621,04 euro e dagli udinesi con 15.019.
I meno indebitati sono i triestini con 12.416,48 euro. Il capoluogo occupa la 64.a posizione su 103 città (prima è Roma con oltre 21 mila euro). Nella graduatoria sulla crescita dell’esposizione finanziaria regionale dal 2002 al 2007 Udine fa registrare la situazione più critica con un incremento del 69,71%, seguita da Pordenone con un +61,27%, Trieste (+59,06%) e Gorizia (+53,84%). Analizzando i dati si scopre che i più indebitati sono i romani (21mila 949 euro a famiglia fra mutuo, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione), seguono i milanesi (21mila 321 euro), gli abitanti di Lodi (20mila 593), quelli di Reggio Emilia (20mila 138) e di Rimini (20mila 60).
Dall’altra parte della classifica, e della geografia italiana, ci sono le famiglie della provincia di Vibo Valentia (debiti per 6mila 769 euro), Benevento (6mila 951), Reggio Calabria (7mila 99), Isernia (7mila 119), Avellino (7mila 177). Sono dati aggiornati al 31 dicembre dello scorso anno e certo da allora le cose non sono migliorate. Nel 2007 l’Istat ha condotto una ricerca su cosa pensassero della propria situazione patrimoniale e delle proprie prospettive economiche, i 23 milioni e 421mila famiglie italiane. Il 12,5% delle famiglie del Mezzogiorno ha risposto di giudicare molto peggiorata la propria condizione economica, il 31,8% delle famiglie la considera un po’ peggiorata e il 49,6% invariata rispetto all’anno precedente.
L’Istat ha posto anche un altra domanda: «Come ritenete le vostre risorse economiche?». La risposta «insufficienti» è stata scelta dall’8,7% delle famiglie del Sud, dal 4,7% delle famiglie del Centro e dal 3,9% delle famiglie del Nord che, come ci spiega lo studio della Cgia di Mestre sono però anche più indebitate. Una contraddizione? «Le città più indebitate - dice Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati».
Quello che invece preoccupa, sottolinea Bortolussi, è la crescita percentuale dell’indebitamento. E qui il dato elaborato dalla Cgia di Mestre rispecchia la sensazione espressa dalle famiglie nel sondaggio Istat. «Nei primi posti - dice ancora il segretario dell’Associazione di artigiani e piccoli imprenditori di Mestre - abbiamo molte città del Sud».
Così a Napoli l’indebitamento in cinque anni è cresciuto del 116,36%, che è poco di più di Reggio Emilia (116,1%) e Piacenza (116,09), ma agli antipodi della ricca Bolzano dove è cresciuto del 42,25% (valore 19mila 374 euro per famiglia). La Bce, nel secondo trimestre di quest’anno ha rilevato, nell’Eurozona, una frenata brusca nel ricorso al credito al consumo: -25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In Italia il rapporto Abi/Afo, presentato a luglio, prevede per quest’anno una crescita ridotta dei mutui casa (+4,9% contro il +8,7% del 2007), ma una crescita del 5,9% del credito al consumo.
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