«Galleria Bombi a senso unico e velocità ridotta»

Bumbaca Gorizia 26_04_2019 Galleria Bombi © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 26_04_2019 Galleria Bombi © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Prosegue l'acceso dibattito sulla riapertura al traffico veicolare della Galleria Bombi. A dire la sua stavolta è Confcommercio, con il suo presidente provinciale Gianluca Madriz e il suo presidente mandamentale, Gianmarco Zotter. Il mezzo è una lettera aperta dove si evidenziano diversi punti della questione che riguardano i commercianti che la sigla rappresenta. Dal documento emerge «il rifiuto a ridurre il dibattito sulle strategie di competizione della nostra città ad un match tra sostenitori di spazi a traffico veicolare pericolosi e inquinanti e campioni delle aree pedonali sicure e a misura di famiglia». La posizione di Confcommercio Gorizia sulla riapertura di Galleria Bombi «è stata costante dal 1992 ad oggi. L’interpretazione delle modalità con cui realizzare tale apertura no. Nei più recenti confronti con l’amministrazione comunale, almeno dal 2015 ad oggi, abbiamo sempre sostenuto la proposta di un transito a senso unico e velocità ridotta, con limiti a 20 o 30 km orari, con la presenza di dissuasori stabili, per rispettare la convivenza con una funzione ormai prevalentemente pedonale della piazza, e con il mantenimento di una pista ciclo-pedonale (almeno qui…)». Confcommercio Gorizia si pone anche come una realtà che «ha sempre denunciato la minaccia di un non-progetto cittadino di accessibilità: un piano del traffico degno di questo nome non è mai stato realizzato, e ne parliamo dagli anni '80. Il risultato è una coesistenza di zone accessibili e non al traffico veicolare che rende la città difficile da comprendere e da penetrare per un utente esterno. E le distorsioni di traffico non gestite condannano parti della città all’oblio e alla graduale desertificazione».

Il 2019, comunque «sarà l’anno del piano regolatore e del piano del traffico. Siamo fiduciosi - concludono - che con questi strumenti progettuali le strategie saranno più chiare per tutti, e il dibattito più consapevole». —



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