Ginnastica Triestina nel caos L’ipotesi delle due liste in gara

Al via la campagna elettorale per il nuovo direttivo. Tra dieci giorni le candidature Ma pesa l’incognita della possibile azione legale sul voto di sfiducia in assemblea 
Foto BRUNI 17.05.2019 SGT Assemblea Soci
Foto BRUNI 17.05.2019 SGT Assemblea Soci



Potrebbero esserci due liste in corsa per la guida della Ginnastica Triestina. L’assemblea che dovrà eleggere il nuovo consiglio direttivo è convocata l’11 giugno. Da Statuto le liste dovranno essere consegnate dieci giorni prima ma, al momento, non ci sono indiscrezioni su possibili nomi.

Non è esclusa nemmeno una corsa bis di Marco Fumaneri, il presidente uscente che, contattato, conferma di non aver sciolto la riserva su una possibile candidatura, anche perché sono passati pochi giorni da quando l’assemblea straordinaria ha espresso con 355 voti su 482 la sfiducia dell’attuale direttivo.

Resta da capire se qualcuno dei soci, come sembrava nei giorni scorsi, presenterà ricorso al Tribunale contestando la mancanza nello Statuto della possibilità di revocare il presidente con la formula adottata. Qualora questo avvenisse, le elezioni potrebbero slittare anche se sulla questioni ci sono pareri legali piuttosto contrastanti.

L’unica cosa certa è che ci sarà una lista presentata da quelli che erano definiti i “contras” e che ora preferiscono essere chiamati “Leoni”, richiamandosi al simbolo della ginnastica. Proprio da loro arrivano gli strascichi delle polemiche che hanno portato alla convocazione dell’assemblea straordinaria. Massimo Varrecchia, il portavoce dei 260 soci che avevano chiesto la “scomunica” di Fumaneri, precisa come , alla base della decisione, ci sia stata la volontà di fermare «la vera demolizione dell’anima della stessa società: gli istruttori. Figure che, pur non avendo ricevuto da molti mesi le paghe, hanno continuato a mantenere la società attiva per onorare quel patto tra società e tutti gli iscritti per il proseguo dei corsi presentati a inizio anno accademico. La “ricompensa” è stata la stipula di contratti, seppur con remunerazione invariata, con una durata ridotta. Un modo, con ogni probabilità, per dare a tutti loro il ben servito a fine stagione, sostituendoli con altri allenatori meno costosi, ma forse anche minor esperienza».

Varrecchia precisa inoltre che «nei mesi scorsi non c’è stato alcun condizionamento da parte degli istruttori verso i genitori soci, ma è stato un grido di aiuto che gli stessi hanno voluto affidare ai loro iscritti».

Monica Barbieri e Lorenza Bocus, due dei quattro allenatori che secondo le accuse indirette di Fumaneri tenevano comizi davanti alle palestre, precisano che il malcontento è derivato dal comportamento del direttivo: «A stagione già avviata, con corsi pubblicizzati e venduti indicando i nostri nomi, siamo stati avvisati della decisione della dirigenza di stipulare un contratto con durata solo fino a dicembre 2018, per lasciare al direttivo successivo la libertà di scelta su come proseguire. Un fatto mai accaduto prima e offensivo, dopo 25 anni di attività, per un professionista che lavora a stagione sportiva completa, e con corsi già venduti in forma annuale ai partecipanti. Situazione peggiorata dalla mancanza di rassicurazioni da parte del presidente, chieste, ma non ricevute». Gli istruttori precisano anche di aver sempre lavorato nonostante un lungo tira e molla proprio sugli aspetti economici con il blocco dei pagamenti a chi non accettava di firmare dei contratti «consegnati in forma parziale senza gli allegati e conseguentemente mai formalizzato».

I firmatari della mozione di sfiducia del direttivo contestano anche la scelta, durante l’assemblea di venerdì, di creare dei pannelli con i conti delle diverse specialità sportive dividendole in buone e cattive attraverso dei colori senza però presentare i dati di tutte. Entrando nel dettaglio del Judo, di cui fa parte la Barbieri insieme a Raffaele Toniolo, viene ricordata un’intervista di Fumaneri del 2017 in cui «descriveva la sezione come “quasi perfetta”. A una stagione di distanza - si chiedono gli istruttori - pur con numero di iscritti sostanzialmente uguale e risultati agonistici di valore sempre crescente, veniva indicata come sezione in grave perdita e additata come esempio negativo e dal futuro incerto: quali condizioni specifiche sono variate? Dove e quando sono avvenuti gli errori di calcolo, con nuovi mutui stipulati e una situazione finanziaria ulteriormente appesantita?». Tutte domande senza risposta.

La prossima settimana dovrebbe partire la campagna elettorale che dovrebbe anche chiudere le polemiche di questi mesi che hanno avuto un epilogo ormai noto con la Ginnastica Triestina che ancora una volta è alla ricerca di una certa stabilità, o almeno di un po’ di tranquillità. —



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