Gli orti sociali diventano punto di incontro

TURRIACO. A Turriaco gli orti sociali voluti dall’amministrazione comunale nell’area retrostante il campo sportivo stanno diventando luogo di incontro. Anche per i bambini delle scuole primarie, i loro insegnanti e i 12 stranieri richiedenti asilo che il paese accoglie da quasi un anno e mezzo. La fine dell’anno scolastico in questi giorni ha visto proprio alunni, richiedenti asilo, maestre e alcuni amministratori locali mettere a dimora le piantine che circa un mese fa i bambini delle classi seconde, terze e quarte della locale scuola elementare avevano seminato in vaso assieme agli educatori di Duemilauno Agenzia Sociale. È grazie al lavoro dei ragazzi ospiti del locale Centro di accoglienza e di alcuni volontari che sono stati preparati gli orti sociali nell’area retrostante il campo di calcio di Turriaco, dati in concessione dall’amministrazione comunale, dopo averli attrezzati. Fondamentale è stato il contributo pratico del giardiniere bioetico Paolo Vergine, dell’associazione culturale Essenza del Carso, per allestire l’orto sinergico secondo i principi ecologici e rispettosi dell’ambiente della permacultura. In corso di preparazione c’è comunque ora un corso di formazione di orticoltura con fondi comunitari destinato ai nuovi cittadini turriachesi provenienti da Afghanistan e Pakistan a cura dell’ente Cefap. La giornata è stata anche l’occasione per salutare Fardin, un ragazzo afgano ospite del locale Centro di accoglienza che ha lasciato la località bisiaca dopo essersi vista riconosciuta la protezione internazionale. I bambini lo conoscevano in quanto aveva partecipato al servizio di post accoglienza scolastica e lo hanno salutato calorosamente. La creazione degli orti, pensati per tutta la comunità, è stata decisa dall’amministrazione comunale ancora nel 2016 nell’ambito di un percorso di inclusione e di sensibilizzazione alla cura degli spazi urbani e dell’ambiente. Il protocollo con la Prefettura che ha portato all’utilizzo dei due appartamenti non utilizzati nell’ex caserma dei carabinieri di via 5 Giugno è stato in ogni caso costruito, come spiegato dal sindaco Enrico Bullian all’inizio dell’esperienza, pensando innanzitutto all’autonomia degli ospiti. La cura degli orti ha affiancato quindi i corsi di lingua italiana e di sicurezza sul lavoro, oltre che alla partecipazione a diverse attività organizzate in paese. (la. bl.)
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