I marina del Fvg scommettono sulla proroga delle concessioni

«La complessità della gestione amministrativa delle concessioni delle marine per la nautica da diporto richiede un intervento normativo unitario e una semplificazione delle procedure per limitare gli aggravi burocratici che mettono a rischio l'imprenditorialità del settore». L’ha ribadito di recente l’assessore al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, nel corso di un incontro con la rappresentanza di Assonautica.
Il nodo centrale al tavolo di confronto è stato la proroga delle concessioni demaniali delle marine della regione, quasi tutte in scadenza entro il 2020. «Il tema è stato posto all'attenzione del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia - ha rassicurato Callari - e abbiamo ottenuto dal governo la conferma di una disponibilità a valutare la possibilità di concedere una proroga quindicennale delle concessioni, come già fatto per le spiagge. Questa - ha precisato l'assessore - è la proposta che abbiamo anche portato all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni».
Una linea su cui Assonautica confida molto e che verrà recepita anche nel testo unico che Callari intende proporre coinvolgendo le varie direzioni centrali interessate al tema della nautica da diporto. L'obiettivo «è giungere a una normativa omogenea, uniformando e raccogliendo in un testo unico la disciplina delle concessioni sul demanio marittimo e idrico».
Con un rapporto tra impresa e indotto di 1 a 7 (per ciascun dipendente diretto si creano 7 posti di lavoro nell'indotto), per Assonautica questo è uno dei settori con maggiori possibilità di crescita in Fvg, forte di una filiera che raccoglie sotto il marchio di rete Fvg Marinas il 95% delle associazioni nautiche regionali.
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