I ricordi di Pizzul e Condò emozionano Cormons

Cormons. Quella volta che Bruno Pizzul venne accusato durante i Mondiali del 1974, in occasione del derby tra le Germanie Ovest ed Est, di aver enfatizzato troppo il gol vittoria degli orientali. O quando Paolo Miano vestì la casacca della rappresentativa brasiliana in un’amichevole a Udine. O ancora, la volta che Paolo Condò sfidò i cecchini per raccontare come la Sarajevo sportiva che resisteva alla guerra.

È stata una serata semplicemente meravigliosa, di calcio, aneddoti e storia moderna, la prima di Cormons Pop 2019: sul palco, intervistati dalla giornalista Francesca Spangaro, c’erano due mostri sacri del giornalismo sportivo italiano come la voce di RadioRai Francesco Repice e la penna di Gazzetta dello Sport e SkySport Paolo Condò, ai quali se n’è aggiunto un terzo dopo un po’, quel Pizzul inizialmente presente tra il pubblico.

Ne sono venute fuori due ore filate letteralmente via tra ricordi del Mundial ’82, il Maradona ribelle e vincente di Messico ’86 con la sua “mano de Dios” ed il suo “barillete cosmico” a far fuori i rivali inglesi, il rivoluzionario Sacchi che convinse anche gli scettici. E, appunto, tanti aneddoti personali, come quello raccontato da Pizzul quando fu il cronista dello storico derby tedesco al Mondiale ’74, giocato in Germania Ovest ma vinto da quelli dell’Est: «In loco venni visto male: pensavano che avessi enfatizzato troppo il gol di Sparwasser», il suo ricordo di quell’esperienza. –

M.F.

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