«Ignobile sfruttamento del lavoro stop all’utilizzo di gente straniera»

Commento
«Voglio esprimere il profondo ringraziamento della Città a Carabinieri e magistratura che, con la collaborazione della sicurezza di Fincantieri, hanno stroncato un’ignobile situazione di illegalità e sfruttamento del lavoro in una ditta di subappalto nei cantieri navali». È la dichiarazione del sindaco di Monfalcone Anna Cisint che ha commentato l’arresto avvenuto alla Fincantieri del titolare della ditta che ha schiavizzato i suoi dipendenti. «L’episodio mette in luce tre dati incontrovertibili che richiedono un ripensamento del sistema produttivo che Comune e Regione da tempo stanno sollecitando e che, peraltro, sta trovando, negli ultimi incontri avuti, la condivisione da parte dello stesso amministratore delegato Bono, così come da parte del Governo con i sottosegretari Giorgetti e Durigon, che hanno offerto immediata disponibilità per l’attuazioni di azioni concrete». Il primo dato, insiste Cisint, riguarda il fatto che le gravissime violazioni contrattuali, salariali e fiscali si sono perpetuate per diversi anni il che conferma che sono connaturate a una modalità di affidamento del subappalto che non assicura alcuna garanzia in merito. Il secondo e ancor più grave elemento è che l’utilizzo massiccio di stranieri da parte di queste ditte non deriva dalla mancanza di disponibilità e professionalità nel territorio, bensì da una precisa volontà di utilizzo di personale che «può essere soggetto a ricatti di sfruttamento nelle peggiori condizioni per garantire di lucrare lauti guadagni sulla pelle di questi lavoratori».
Il sindaco chiede di «accelerare le decisioni rispetto al lavoro fatto in questi mesi con la Regione, i rappresentanti del Governo, Fincantieri e le parti sociali affinchè si riduca drasticamente il subappalto e si possa dare risposta alla richiesta di occupazione della manodopera locale e regionale, ponendo fine a quelle situazioni di dumping sociale e di sfruttamento che hanno portato a privilegiare l’uso massiccio di personale straniero a bassissima professionalità ma condizionabile con abusi e intimidazioni per l’intollerabile affarismo di questo tipo di ditte. Su questo ribadisco che è inaccettabile l’arrivo ulteriore di persone dall’estero che hanno generato e continuano a generare “stress” sociale in questa Città». —
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