«Il Mercato coperto di Gorizia non è da stravolgere»

GORIZIA. Per ora, il discorso è chiuso. Ma continua, in città, il dibattito sul futuro del Mercato coperto. «Il bello di quella struttura è la struttura stessa. Per questo, lo studio di fattibilità lascia intonso l’immobile e prevede solo che vengano eliminate tutte le aggiunte che, negli anni, hanno progressivamente deturpato l’immagine generale».
A dirlo la Camera di commercio Vg. Che risponde, indirettamente, a “Italia nostra” e a tutti coloro che vogliono venga mantenuta l’essenza della storica struttura articolata in forme che richiamano quelle del movimento tedesco detto “Werkbund”, appartenente agli anni della cosiddetta “Prima età della macchina”.
Non a caso, lo studio di fattibilità firmato dalla Di Dato & Meninno architetti associati, evidenzia il rispetto per l’architettura originaria, attraverso interventi definiti «delicati» che valorizzino le caratteristiche architettoniche e spaziali dell’esistente, realizzando al tempo stesso una struttura moderna, sicura, funzionale con tecnologie sismicamente avanzate ed ecosostenibili.
L’impianto fotovoltaico
Il mercato coperto di Gorizia costituisce una delle tante raffinate testimonianze di una città che, un tempo, seppe esprimere la propria vitalità culturale anche attraverso architetture di sicuro interesse, in questo caso in un bel “Liberty” di fine anni ‘20.
Attualmente, la struttura storica del Mercato coperto di Gorizia è costituita da più corpi: centrale, negozi e pescheria con caratteristiche esecutive e tecniche diverse tra loro. In questo momento, tra il corpo centrale e i negozi, esiste una tettoia in plexyglass con struttura portante leggera, mentre nello studio progettuale di riqualificazione coordinato dall’architetto Claudio Meninno e realizzato per conto della Camera di commercio Venezia Giulia, si andrebbe a prevedere una nuova tettoia in acciaio e vetro, completamente indipendente da un punto di vista strutturale rispetto all’edificio esistente con giunti sismici di sicurezza. Il vetro avrà una quota di materiale fotovoltaico che garantirà un costante contributo di fabbisogno energico che andrà ad abbattere i costi di gestione durante tutto l’arco dell’anno.
«D’estate, in particolare, la climatizzazione avverrà senza costi», si legge nella bozza progettuale.
La struttura monopiano
Nello studio è previsto un nuovo locale monopiano edificato al posto della pescheria, anche questo realizzato in metallo e vetro con un affaccio sul park che a tutti gli effetti diventerà una sorta di piazza alberata. Inoltre, proprio in questa visione di apertura e completa vivibilità verso la città si pensa di abbattere i muri che separano i negozi dall’area centrale del Mercato, affinché vi sia libertà di movimento per i visitatori. Ipotesi bocciata dal leghista Claudio Tomani.
Il contesto
«La riqualificazione del mercato coperto di Gorizia – afferma Claudio Meninno nella presentazione del progetto - è un’occasione importante per rilanciare tutta l’area urbana che va da via Boccaccio fino al borgo Castello di Gorizia, passando per piazza Vittoria e la risalita al castello in fase di realizzazione. Il progetto pone al centro il rispetto per l’architettura originaria, attraverso degli interventi delicati che valorizzano le caratteristiche architettoniche e spaziali dell’esistente e permettono di ripulire gli ambienti da tutte le aggiunte che negli anni hanno progressivamente deturpato l’immagine generale e l’utilizzo del mercato.
Il risultato finale sarà un ambiente luminoso e vitale, aperto alla città durante tutto l’arco della giornata e adatto ad accogliere le esigenze della cittadinanza e stimolare il turismo sia nella quotidianità che in occasione di eventi particolari».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








