Incidente ferroviario rischio di inquinamento delle acque del Risano

ZAGABRIA. Proseguono le operazioni di bonifica nei pressi della galleria di Cristoglie (Hrastovlje) sulla linea ferroviaria Capodistria-Divaccia, dove martedì pomeriggio un convoglio merci che trasportava del cherosene è deragliato perdendo tra 10mila e i 15mila litri di carburante. Le cause dell’incidente - che non ha fatto vittime ma che ha visto tre pompieri rimanere leggermente feriti durante le successive operazioni di bonifica - non sono ancora state chiarite. I responsabili delle Ferrovie Slovene hanno comunque escluso un possibile errore umano, menzionando piuttosto l’usura dei materiali o l’impatto negativo delle alte temperature di questi giorni. In totale, più di 150 metri di binari sono stati danneggiati e dovranno essere sostituiti, mentre il traffico sulla linea è sospeso da martedì e dovrebbe essere ripristinato in giornata, secondo quanto auspicato dalle Ferrovie Slovene. Ad ieri, comunque, una settantina di treni rimanevano fermi in attesa della riapertura della galleria, mentre il porto di Capodistria invitava le imprese a preferire il trasporto su gomma.

Ma se lo stop al traffico ha sicuramente avuto un impatto sull’attività del porto - isolato in questi giorni dal punto di vista ferroviario - la preoccupazione maggiore riguarda ora le conseguenze ambientali dell’incidente. La tratta potrà infatti essere rimesse in funzione ad un costo relativamente basso (si stimano 1,4 milioni di euro), ma se il cherosene fuoriuscito dalle cisterne dovesse raggiungere il vicino fiume Risano, la situazione potrebbe complicarsi notevolmente. In una conferenza stampa tenutasi dopo il deragliamento, i responsabili dell’acquedotto del Risano e del comune di Capodistria hanno fatto sapere che se per il momento la fornitura d’acqua potabile è assicurata, la priorità ora è quella di risanare la zona inquinata. In pratica, si tratta di sostituire tutto il terreno imbevuto di cherosene e di farlo prima dell’arrivo delle piogge. L’acquedotto del Risano rifornisce infatti un bacino di 90mila persone, che sale ad oltre 130mila durante la stagione estiva. —

G.V.

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