La maratona degli artisti contro il decreto Salvini «Si abbatte sui più deboli»

La cultura alza la voce contro il provvedimento sulla sicurezza Presenti Fondazione Luchetta, Caritas, attori e gruppi musicali Ics: «Atto pericoloso e inutile»

Il mondo della cultura cittadino alza la voce contro il decreto Salvini. Far conoscere al grande pubblico le implicazioni del provvedimento sulla sicurezza voluto dal governo è, infatti, lo scopo dell’evento a più voci, che si terrà lunedì al teatro Miela.

“No alla legge Salvini: fermiamo la barbarie del decreto sicurezza” è il titolo dell’appuntamento, fissato alle 17.30 e organizzato da Ics-Ufficio rifugiati onlus. Vi prenderanno parte, a titolo gratuito e per «spirito civile», diversi attori e musicisti locali. Ma anche esponenti del mondo istituzionale e associazionistico di Trieste, tra cui Fondazione Luchetta e Caritas, i cui rappresentanti terranno interventi sul palco a inframmezzare le esibizioni artistiche.

La serata è stata presentata ieri al bar libreria Knulp. Come ha spiegato Isabelle Sanchez, vicepresidente di Ics, l’obiettivo è «raccontare con il linguaggio delle arti il mondo delle migrazioni, contrapponendo una narrazione “positiva” a quella della paura e della sicurezza. Criticando al contempo la legge Salvini». Per Sanchez, è «necessario far conoscere al pubblico i rischi del decreto. È ingannevole, perché promette sicurezza ma genererà l’opposto, gettando in una situazione di grande fragilità persone che sono già fragili. È inoltre discriminatorio e pericoloso, perché vuole distruggere il sistema d’accoglienza creato in 20 anni di lavoro costante al fianco di società civile, istituzioni locali e nazionali».

Dal punto di vista tecnico il decreto prevede innanzitutto «l’abrogazione dell’istituto della protezione umanitaria – ha affermato Gianluca Nigro, sempre di Ics – e più in generale lo smantellamento di buona del sistema dell’accoglienza in Italia. Centinaia di migliaia di persone cadranno nella marginalità sociale: i comuni e le città dovranno gestire fenomeni di conflitto finora inediti. Così l’Italia si separa pericolosamente dai parametri europei. Il provvedimento, inoltre, allunga inutilmente i tempi di detenzione nei Cpr e aumenta i fondi per i rimpatri: altrettanto inutile, perché per i rimpatri mancano i mezzi diplomatici, non certo i soldi».

L’attore Maurizio Zacchigna, responsabile artistico dell’evento, sottolineato la presenza di «una quindicina di gruppi artistici. La loro presenza non è tuttavia un modo di alleggerire la manifestazione, che è politica. Segna al contrario una ripresa di passione civile da parte di un settore, il teatro, negli ultimi anni spesso assente. Ogni artista spiegherà anche perché ha scelto di esserci. Io farò un pezzo di carattere storico. Sandro Mizzi, fondatore del Pupkin cabaret, un monologo. C’è pure un terzetto di giovani attori neodiplomati. Concluderà la serata la Maxmaber Orkestar».

Oltre agli artisti già citati, si esibiranno Piero Pieri, Teo Verdiani, Sara Alzetta, Sara Beinat e “Paoloparon”, il Coro sociale di Trieste, Marcela Serli, Aleksander Ipavec e l’Across Border Group, Andrea e Giovanni Zacchigna, Alessandro Mizzi, Alejandro Bonn, Mark Kevin, Barltrop e Klaus Martini. —

L.GOR.

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