La Sinistra contro la chiusura della Microarea: «Un servizio ottimale»

La Sinistra per Monfalcone sul piede di guerra dopo la chiusura della Microarea decisa dalla giunta Cisint. Secondo l’amministrazione attuale, infatti, a tre anni di attività, il servizio non dava...
Bonaventura Monfalcone--foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone--foto di Katia Bonaventura

La Sinistra per Monfalcone sul piede di guerra dopo la chiusura della Microarea decisa dalla giunta Cisint. Secondo l’amministrazione attuale, infatti, a tre anni di attività, il servizio non dava risultati tali da giustificare la spesa di 36mila euro all’anno per una ventina di utenti. Almeno in questi termini si era espresso il sindaco Anna Maria Cisint alla recente festa di chiusura. Ma la decisione sfocia ben presto nel caso politico. Il servizio era infatti stato aperto a settembre del 2015 per iniziativa della precedente amministrazione comunale con l’obiettivo di creare reti sociali a supporto dei soggetti più fragili, anziani e non. Da qui la nota della Sinistra per Monfalcone che punta il dito contro Cisint. «In fatto di microarea il sindaco dovrebbe approfondire di più l'argomento, tant’è che dalle sue dichiarazioni capiamo che non sa di cosa si tratta. La microarea - riprende la nota - è un progetto nato per avvicinare l'istituzione del servizio sociale al cittadino, per permettere ai servizi di essere maggiormente in contatto con le persone e le loro esigenze. Proprio per questo carattere di prossimità misurare la resa dell'attività attraverso il numero di utenti è quanto mai inappropriato, quei 20 utenti sono quelli seguiti in via continuativa, ma rappresentano solo la punta dell’iceberg di una serie di attività. E se proprio volessimo ragionare in termini di numeri e costi - incalza la nota - 36.000 euro in un anno per seguire 20 persone ci sembra un risultato quanto mai ottimale per chi si preoccupa del tessuto sociale della città, soprattutto se lo compariamo con le “spese pazze” fatte ultimamente su altri versanti». E giù la comparazione delle cifre. «Novanta mila euro per le sole feste di Natale; 44.000 per la vigilanza o ancora 26.000 per un solo concerto». (el.pl.)

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