Maturità, ecco le 263 commissioni per gli oltre novemila candidati del Fvg

I nomi pubblicati sul sito del ministero, il 17 giugno la prima riunione plenaria degli organismi
Studenti impegnati nelle prove scritte dell'esame di maturita' in una foto d'archivio. ANSA / MATTEO BAZZI
Studenti impegnati nelle prove scritte dell'esame di maturita' in una foto d'archivio. ANSA / MATTEO BAZZI

TRIESTE La carica dei maturandi in Friuli Venezia Giulia si prepara per il rush finale. Saranno 9195 gli studenti ad affrontare gli esami in tutta la regione, mentre da ieri sono disponibili sul sito www.miur.gov.it tutte le commissioni nella loro composizione. Scritti e orali, rinnovati da quest’anno, metteranno alla prova nel dettaglio 1517 ragazzi a Trieste, 955 a Gorizia, 4225 a Udine e 2498 a Pordenone. I numeri, forniti dal Miur, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sono ovviamente provvisori: mancano infatti le valutazioni finali derivate dagli scrutini con i nomi definitivi dei ragazzi ammessi o meno alle prove conclusive. In tutta Italia i candidati saranno 520.263, 26.188 le classi coinvolte, mentre le commissioni saranno 13.161, delle quali 48 a Trieste, 33 a Gorizia, 119 a Udine e 63 a Pordenone.

Prossimo step, la riunione delle commissioni: la prima plenaria si terrà il 17 giugno. E all’esame orale in particolare, come stabilito da un’ordinanza pubblicata sempre dal Miur, sarà dedicata un’apposita sessione di lavoro.

Resi noti i nomi degli insegnanti chiamati a decidere il destino dei maturandi, sui social è partita intanto la caccia ai docenti esterni che giudicheranno gli studenti. «Se qualcuno li conosce mi scriva!», scrivevano ieri molti giovani su Facebook. Ma a spaventarli non sono tanto i professori, quanto la nuova formula introdotta quest’anno per la maturità, con diverse modifiche sia agli scritti che al colloquio finale. La prima prova del 19 giugno è composta da sette tracce, la seconda prova, prevista per il 20 giugno, sarà invece multidisciplinare per tutti gli indirizzi di studio con più di una materia. Niente terza prova. E agli orali, che finiranno prima del previsto, non ci sarà più la tesina, che per molti ragazzi rappresentava un modo più agevole cui ancorarsi per iniziare il dialogo con la commissione. In tutte le scuole sono stati avviati percorsi ah hoc, per preparare gli studenti alla novità, anche con simulazioni degli scritti e con approfondimenti in classe o nel corso dei pomeriggi. Il più temuto resta il confronto con la commissione, dove spesso scende in campo non solo il livello di preparazione e studio raggiunto, ma anche una buona dose di stress e ansia, da controllare a dovere.

L’orale 2019 prenderà il via da materiali predisposti dalla commissione, come testi, documenti, esperienze, progetti o problemi, per verificare le conoscenze acquisite nei vari anni di scuola e la capacità di discuterle in modo critico e personale. Gli insegnanti presenti dovranno tenere conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento prodotto a maggio da ciascun consiglio di classe. Inoltre, per garantire a tutti i candidati trasparenza e pari opportunità, i professori prepareranno, per ogni classe, un numero di buste con i materiali di avvio del colloquio. Il presidente di commissione preleverà in modo casuale tre buste, alla presenza di ciascun candidato, e le sottoporrà a quest’ultimo che ne selezionerà una. Anche in questo caso i giovani sui social si confrontano e scherzano. «Sarà come trovarsi in un quiz televisivo – dice qualcuno – speriamo capiti la busta più fortunata». Non è ancora esploso invece il consueto tam tam sulle ipotesi per le tracce del tema di italiano, che ogni anno, qualche giorno prima della prova, scatenano la fantasia di tanti studenti, sui vari siti e nei forum di confronto. —


 

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