Mega rissa, bar chiuso per 10 giorni

Provvedimento della Questura. Nella baruffa coinvolta una ventina di persone due delle quali sono rimasti feriti
Bonaventura Monfalcone-08.11.2018 River of beer-Caffè Sant'Ambrogio-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-08.11.2018 River of beer-Caffè Sant'Ambrogio-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



Continua la lotta al disordine pubblico a Monfalcone. E questa volta interviene direttamente il questore di Gorizia, Lorenzo Pillinini, con un provvedimento che impone i sigilli a un locale di via San Ambrogio, il River of beer, nel cuore storico della città, in seguito a una maxi rissa avvenuta domenica. «Il provvedimento - fanno sapere dalla Questura - è stato notificato mercoledì e dispone, per motivi di ordine e sicurezza pubblica, la sospensione dell’autorizzazione per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande per dieci giorni». In altre parole una chiusura forzata del locale, disposta «ai sensi dell’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza - puntualizza la nota - dopo che il locale è stato teatro, domenica, di una rissa, nata per futili motivi e probabilmente dall’eccessiva consumazione di bevande alcoliche».

L’episodio descritto dagli agenti ha visto coinvolte una ventina di avventori dell’esercizio pubblico, due delle quali hanno riportato lesioni. Insomma, un bel parapiglia. Al punto che alla fine si è reso necessario l’intervento della polizia di Stato e perfino dei sanitari del 118. E la Questura riporta anche alcuni precedenti che hanno indotto a usare il “pugno duro”. «Un analogo episodio si era verificato nella tarda serata del 27 ottobre scorso; anche in quell’occasione, infatti, una “volante” del commissariato di Monfalcone era dovuta intervenire nel locale a seguito della segnalazione di una lite fra due avventori». Quanto basta, insomma, per emanare il decreto di sospensione, che «si inserisce nel contesto della capillare azione di prevenzione e controllo del territorio pianificata dalla Questura di Gorizia ed è il risultato di una strategia più attenta alle dinamiche sociali del territorio».

Una bella doccia fredda per i titolari del locale. «Sono arrivati tre agenti senza alcun preavviso con la notifica che ci ha imposto la chiusura con effetto immediato - parla Salvio Bonaparte, uno dei gestori, ancora incredulo a quanto accaduto-. Eravamo in procinto di chiudere, intorno alle 14, come facciamo ogni giorno. E invece ci hanno notificato l’atto, come conseguenza dei fatti avvenuti davanti al locale o in via Sant’Ambrogio». «Parlano di una rissa da Far West - riprende - ma io, che ho assistito all’ultima parte della scena, ho visto solo due persone coinvolte. Tra quest, una dell’Est, scalmanata, che ha evidentemente scelto il nostro bar per fare la sua sfuriata. Non ci sembrava ubriaco e sicuramente non si tratta di un nostro cliente». Nel parlare, concitato, descrive la scena: tavolini ribaltati, un vetro rotto e due sedie all’aria. «E adesso pure questo provvedimento, a distanza di solo un mese da quando abbiamo preso in gestione questo locale. Spero che la Questura comprenda che noi non c’entriamo niente». —



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