Metà Comuni chiedono l’arbitrato su Irisacqua

ROMANS. Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nel municipio di Romans d’Isonzo, 12 dei 25 Comuni dell’Isontino hanno ufficializzato il loro ricorso alle vie legali contro la nomina ad amministratore unico di Irisacqua di Giambattista Graziani, ribaltando in tal modo l’esito della riunione dello scorso 26 marzo, che nominava in modo legale quale amministratore unico Livio Semolic, in palese violazione – è stato sottolineato – dell’articolo 2 degli accordi legati all’articolo 30 del decreto legislativo 267/2000 e dello Statuto stesso, con particolare riferimento agli articoli 28 e 35. Alla riunione erano presenti i sindaci di San Lorenzo Isontino, Mariano del Friuli, Farra d’Isonzo, San Canzian d’Isonzo, Romans d’Isonzo, Staranzano, Grado e Sagrado, mentre erano assenti giustificati per altri impegni i sindaci di Savogna d’isonzo, Doberdò del Lago, Villesse e Gradisca d’Isonzo.
La vicenda è stata riassunta dal sindaco di Romans, Davide Furlan, che prima di tirare le conclusioni ha fatto il punto della situazione ricordando che Irisacqua è una società interamente partecipata da enti locali che gestisce il settore idrico integrato nell’Ambito ottimale isontino (comuni facenti parte dell’ex Provincia di Gorizia). La gestione avviene con il sistema di affidamento in-house providing, il quale comporta il rispetto di una serie di vincoli derivanti dalla normativa europea e nazionale, tra i quali la partecipazione interamente pubblica nella società e l’esercizio del cosiddetto “controllo analogo”. Ai fini di garantire l’esercizio del controllo analogo da parte di tutti i comuni soci, i rispettivi consigli comunali hanno approvato un accordo in base all’articolo 30 del decreto legislativo 267/2000 che regola alcuni aspetti salienti della vita societaria, tra i quali si cita, l’articolo 2 «Nel caso in cui si opti per l’amministratore unico, il coordinamento soci – ha spiegato Furlan – sottoporrà ai soci una lista di almeno tre candidati rappresentativi di entrambi i sessi. I soci individueranno l’amministratore unico a maggioranza dei voti dei soci presenti. I soci si impegnano ad eleggere in assemblea l’amministratore unico così individuato. Tale procedura si applicherà anche nel caso di sostituzione dell’amministratore unico» .
Tali accordi sono stati recepiti anche nello Statuto della Società agli articoli 28 e 35, al fine di rendere cogenti tali previsioni ed effettivo il controllo analogo da parte di tutti i comuni soci. In sede di rinnovo dell’organo amministrativo, venuto a scadenza, veniva dato avvio alla procedura prevista dai citati accordi tra soci in base al già citato articolo 30. Il 15 marzo, in particolare, si è riunito il comitato di coordinamento soci, che ha valutato i curricula pervenuti da parte dei soggetti interessati a ricoprire la carica di amministratore unico. Il successivo 26 marzo si è riunita l’assemblea “informale” dei soci che ha individuato ad ampia maggioranza dei voti il nominativo di Livio Semolic. Il 9 aprile poi l’assemblea dei soci, esprimendosi a maggioranza qualificata delle quote rappresentate, con il voto di 9 comuni su 25, ha però nominato quale amministratore unico Gianbattista Graziani, ribaltando l’esito della riunione del 26 marzo 2018.
Secondo i sindaci presenti ieri a Romans la situazione attuale è stata definita da un vero e proprio atto di arroganza e si è manifestata dopo la vittoria elettorale del centrodestra a Monfalcone, che ha nominato chi ha voluto, inducendo la maggior parte dei Comuni della provincia di Gorizia a chiedere il rispetto della legge. A questo punto dopo l’approvazione della delibera da parte delle giunte dei Comuni interessati, verrà dato l’incarico ad un legale di chiedere al tribunale di istituire un collegio arbitrale, che entro 30 giorni dovrà esprimersi in merito ed emettere un giudizio entro 90 giorni. (e. c.)
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