Miss Mamma eleganza a 54 anni: alle più giovani diamo filo da torcere
Insegnante di educazione fisica in pensione, attiva nel volontariato, ha alle spalle una brillante carriera di pallavolista
di Ugo Salvini
di Ugo Salvini

Nel suo passato più lontano, una brillante carriera di pallavolista giocata ai massimi livelli nazionali. In quello più recente, anche un calendario sexy e la partecipazione a un reality televisivo. E al presente una scanzonata, divertita e vincente partecipazione a un concorso di bellezza riservato alle «Miss Mamma».
È una donna versatile, pronta ad affrontare con una solida filosofia di base gli alti e bassi della vita. «Che sono stati tanti – dice Dragica Hrovatin, triestina, over 50 (di anni ne ha 54) e felice di esserlo – ai quali però ho sempre saputo replicare con la voglia di vivere». A Gatteo Mare (Forlì) l’altra sera, nell’ambito del concorso nazionale «Miss Mamma italiana», la bionda Dragica si è piazzata tra le vincitrici conquistando la fascia di «Miss Mamma italiana eleganza Gold». Le cronache dell’appuntamento parlano di un successo dovuto «alla grazia, all’eleganza, alla dolcezza» di una mamma che «ha saputo conquistare la giuria sbaragliando le avversarie, alcune delle quali molto toste».
Chiara la felicità di Dragica: «C’è molta soddisfazione in questo – spiega – perché, nonostante l’età, riusciamo a dare filo da torcere a colleghe più giovani e appariscenti. Credo abbia contato molto lo sguardo materno, tranquillo, dolce e rassicurante». L’esibizione conclusiva, quella che le ha permesso di conquistare la fascia, Dragica l’ha voluta vivere assieme alla figlia, Katy, di 25 anni: «Abbiamo cantato assieme una canzone di Gianni Morandi – racconta – intitolata ”Grazie perché” e leggermente modificata rispetto al testo originale per essere adattata a una coppia come la nostra, cioè di madre e figlia. Devo dire che in alcuni momenti, durante l’interpretazione, ho vissuto notevole emozione. Le gambe mi tremavano – sottolinea – ma alla fine abbiamo vinto e questo è l’importante».
Nata a Capodistria ma arrivata molto presto a Trieste, Dragica, una volta concluse le scuole superiori, si iscrisse all’Istituto superiore di educazione fisica, l’Isef. Nel ’78, vista la sua grande attitudine alla pallavolo, fu convocata dalla Fiamma Roma: «Giocai nella capitale per quattro anni – ricorda – e fu un bel periodo della mia vita. Alcuni episodi furono anche curiosi in quanto alcune colleghe, appena arrivata, mi chiesero se sapevo l’italiano, com’era la situazione politico amministrativa di Trieste... Superato il primo momento di difficoltà – rammenta – poi le cose filarono lisce».
Dragica, a vari livelli, giocò fino a 46 anni, «quando fu veramente il momento di lasciare». Alle sue spalle anche un matrimonio finito: «Come capita a tantissime persone – è il suo commento – molte delle quali però reagiscono male e si piangono addosso. Io invece voglio sempre rimettermi in gioco, per uscire dal grigiore. Bisogna avere sprint per affrontare la vita – è il suo ammonimento – e credo molto in questa regola».
Ovvia conseguenza del suo carattere combattivo, un’attività pressoché continua: «Come insegnante di ginnastica, dopo aver vissuto l’atmosfera delle palestre per quasi tutta la vita – continua Dragica – sono andata recentemente in pensione, ma mi sono cercata altri impegni, piccoli lavori, tante cose insomma, ritagliando uno spazio anche per fare volontariato». Fra i suoi ricordi, il calendario: «Era quello del 2007 dedicato alle Over anta con 24 foto, due per ogni mese. Io ero abbinata a ottobre».
Dragica in quella pubblicazione compare in un soprabito bianco con una scollatura abbondante, nella foto grande a colori. Nel riquadro più piccolo, in bianco e nero, la sua bellezza appare ancor più svelata. «L’ho fatto per divertimento – disse all’epoca Dragica in un’intervista – e per dimostrare che bisogna sempre avere il coraggio di mettersi in gioco, senza paura delle critiche del prossimo. Mi è piaciuta anche l’illusione di aver trovato un posto al sole, almeno per una volta».
Dragica, per una parte della sua vita, ha vissuto il ruolo di eterna seconda: «È vero – dice – mi è capitato talvolta di arrivare dietro a qualcuna delle mie concorrenti, di perdere un titolo per un nonnulla. In particolare – ricorda – successe a Pesaro, nel 2006, alle finali nazionali di Miss Over, dove, dopo essermi esibita nella danza del ventre, arrivai prima a pari merito. Poi la giuria proclamò vincitrice la mia concorrente, che aveva dato vita a uno spogliarello. Adesso, con questa vittoria, sono ripagata».
Dragica però non vuole essere abbinata solo ad avvenimenti leggeri: «Dedico una parte del mio tempo ai bambini ammalati – conclude – operando come ‘clown’ nelle corsie e facendo altre forme di volontariato».
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