Monfalcone, raid vandalico con la bomboletta spray: imbrattati perfino gli avvisi mortuari

Tiziana Carpinelli

MONFALCONE Non c’è più rispetto neppure per i morti. L’ennesimo vandalismo – eppure siamo la città con più telecamere nei paraggi, una ogni 103 abitanti, 14 ogni chilometro quadrato – infierisce addirittura sugli avvisi funebri. Non risparmia nemmeno il manifestino del papà di un ex sindaco.

Le scritte comparse in diversi punti della città
Le scritte comparse in diversi punti della città

E così, Monfalcone inizia la settimana con un nuovo scempio della bomboletta spray di vernice rossa sul muretto della primaria Duca d’Aosta, sulla parete di un vicino negozio all’angolo, sull’edificio dell’Anagrafe. Non si tratta di street art o di autentiche opere d’arte come quelle valutate vagonate di milioni del celebre Banksy.

Le scritte comparse in diversi punti della città
Le scritte comparse in diversi punti della città

Qui c’è qualcuno che, per noia o chissà quale altra banalità, non trova nulla di meglio da fare che scrivere un nome su beni di pubblica proprietà, in pieno centro cittadino. Giusto per dire: io sono passato di qui. Alex, il nome in questione.

Le scritte comparse in diversi punti della città
Le scritte comparse in diversi punti della città

Piazzato su quattro manifesti mortuari, sul perimetro di una scuola, vicino a una saracinesca. E dopo? Niente, il nulla totale. Si è arrecato dispiacere a un figlio per la locandina funebre imbrattata, si costringerà l’amministrazione a impiegare i soldi dei cittadini per ripulire tutto. Proprio una genialata.

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