Non approfittò dell’anziano con problemi di demenza: viene assolta dopo 10 anni

Nadia Storti era stata accusata dai familiari del medico Passaglia di averlo circuito per ottenere denaro. Tesi respinta anche in Appello 

il caso



Esce a testa alta, la 68enne Nadia Storti, dal procedimento giudiziario che la vedeva accusata di circonvenzione di incapace ai danni del medico Fabio Passaglia, deceduto nel 2018. Dopo l'assoluzione perché il fatto non sussiste da parte del Tribunale di Trieste nel 2017, gli eredi del medico avevano presentato appello. Ora, la sentenza della prima sezione penale della Corte d’Appello presieduta da Igor Maria Rifiorati chiude la vicenda e mette per sempre una pietra tombale sulla vicenda, confermando con irrevocabilità la sentenza del 2017, e condannando anche la parte civile al pagamento delle spese processuali.

Per Storti, difesa dall’avvocato Luca Maria Ferrucci, che era stata accusata assieme ad altre tre donne - a loro volta tutte assolte - di aver abusato delle condizioni di deficienza psichica di Passaglia traendone un profitto economico, termina così un calvario iniziato a seguito della denuncia sporta nel 2009 dal fratello del medico, in qualità di amministratore di sostegno, mosso dalla notizia di un possibile matrimonio tra Storti e Passaglia.

In ballo c’era il patrimonio del medico di Opicina e alcune elargizioni che l'uomo aveva effettuato a beneficio della donna. Denaro che, secondo i parenti, Passaglia avrebbe regalato alla donna per effetto di una presunta demenza di tipo degenerativo, con problemi di integrazione, distorsione della capacità di giudizio e deficit mnemonici che lo inducevano a compiere atti dannosi per sé e il suo patrimonio. Invece, per i giudici, il medico ha elargito negli anni delle somme di denaro alla Storti in maniera consapevole e legittima.

Non è emersa alcuna condotta induttiva finalizzata all’erogazione di denaro da parte della donna. Tra l’altro, in alcune circostanze, come quella della ristrutturazione della casa della Storti o dell'acquisto dell'automobile, contrariamente a quanto sostenuto dalla parte civile, gli investimenti sono stati sostenuti dalla donna attraverso il disinvestimento di una parte del suo patrimonio azionario e non con denaro donatole dal Passaglia. Storti ora si riserva la possibilità di agire a tutela dell'immagine lesa e per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall'infondata denuncia. —



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