Quando offrire un caffè può salvare una vita Gara di solidarietà per gli ospiti del Burlo

l’iniziativaLilli GoriupUn caffè per, è il caso di dirlo, «sentirsi a casa». Così si chiama infatti il progetto che offre accoglienza gratuita a quelle famiglie che, da tutta Italia, arrivano al...
Foto Bruni 23.03.2015 Ospedale Burlo Garofolo
Foto Bruni 23.03.2015 Ospedale Burlo Garofolo

l’iniziativa

Lilli Goriup

Un caffè per, è il caso di dirlo, «sentirsi a casa». Così si chiama infatti il progetto che offre accoglienza gratuita a quelle famiglie che, da tutta Italia, arrivano al Burlo per curare i loro bambini. Grazie all’iniziativa “Offri un caffè buonissimo”, promossa dall'Associazione per i bambini chirurgici del Burlo (Abc) onlus, chiunque avrà la possibilità di aiutare i piccoli ammalati. Il prezzo? Quello di una tazzina, da versare in uno degli oltre 80 esercizi commerciali di Trieste che partecipano alla gara di generosità. Il tutto è reso possibile grazie alla collaborazione dei nodi territoriali di Fipe e Confcommercio, di Associazione caffè Trieste e di Solidarietà Trieste, con la media-partnership di Radio punto zero e Radio attività.

La campagna è partita ieri, che non a caso era la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: fino alla fine di gennaio la cittadinanza potrà supportare i progetti di Abc onlus. Per farlo basta donare il corrispettivo di un caffè, all’interno di una delle 82 cassette personalizzate con il brand della campagna, posizionate in altrettanti locali e negozi. Il ricavato servirà a sostenere, per un anno, la gestione di una casa, messa gratuitamente a disposizione di 30 famiglie che si sono rivolte ad Abc onlus in cerca di aiuto. I loro bambini, nati con malformazioni, devono infatti affrontare complessi e lunghi percorsi chirurgici all’interno dell’Irccs Burlo Garofolo: scopo dell’iniziativa benefica è tenere uniti quei nuclei familiari, costretti dalla patologia a sobbarcarsi spese extra.

«Come simbolo di solidarietà è stato appunto scelto il caffè, sinonimo di Trieste - spiega Giusy Battain, direttrice di Abc onlus -. Il messaggio è che si vuole rendere partecipe il territorio di una profonda progettualità, alle parole d’ordine di prossimità, concretezza e autonomia».

Aggiunge Bruno Vesnaver, presidente Fipe: «L’obiettivo iniziale era riuscire a coinvolgere almeno 50 esercizi pubblici. Tra bar, ristoranti e negozi hanno aderito in più di 80: una risposta commovente da parte della città. Chi non l’ha già fatto può ancora partecipare, scrivendo a Fipe Trieste». Patrizia Verde, direttore generale Confcommercio, rivela che «entro Natale presenteremo altre due iniziative affini. Per noi abbinare imprenditoria e solidarietà, al di là dell’etica, significa guardare concretamente al miglioramento del contesto sociale». «Trieste è la “città del caffè”: offrirne uno è un gesto immediato, per ognuno di noi - afferma il presidente dell’Associazione caffè Fabrizio Polojaz -. Siamo onorati di poter in questo modo aiutare chi aiuta». Dichiara infine Felice Bragoni, presidente di Confindustria Vg, di cui Solidarietà Trieste è un’emanazione: «Siamo al fianco dei bambini e delle loro famiglie anche con altre iniziative. La sede della nostra associazione è a disposizione delle attività di Abc onlus». —

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