Residenze, hotel, negozi crociere e spazi verdi: ecco il futuro del Porto vecchio di Trieste

Oggi Comune, Regione e Autorità portuale firmano l’Accordo di programma sulla trasformazione dell’area. Le premesse per il quarto borgo del centro
Lasorte Trieste 03/03/21 - Trieste, Panorama, Rive, Navi, Porto Vecchio, Foto Bruni
Lasorte Trieste 03/03/21 - Trieste, Panorama, Rive, Navi, Porto Vecchio, Foto Bruni

TRIESTE. Sulla carta, sono le premesse per il quarto borgo del centro di Trieste. Il Comune, la Regione e l’Autorità portuale firmeranno nel pomeriggio di oggi, giovedì 4 marzo, l’Accordo di programma sul Porto vecchio alla Centrale idrodinamica. +l'Il plico di cartine, tabelle e documenti che l’accompagna delinea la trasformazione del vecchio scalo asburgico in un nuovo quartiere. Prevede lo sviluppo dei magazzini storici in armonia con il centro (abitazioni, commercio e alberghi), una linea fronte mare destinata a nautica e alla crocieristica, un polo culturale e congressuale attorno al magazzino 26, e infine tutta la parte nord destinata allo sport e al verde.

Siglato l'accordo per il Porto vecchio Trieste: 60 giorni di tempo per costituire consorzio Ursus
Da sinistra il sindaco Dipiazza, il governatore Fedriga e il presidente dell'Autorità portuale Zeno D'Agostino mentre firmano lo storico accordo per la valorizzazione del Porto vecchio di Trieste. Foto di Massimo Silvano


L’accordo promesso a fine 2019 e a lungo rimandato è ormai cosa fatta. La variante al piano regolatore, allegata al testo, ristruttura l’inquadramento normativo del Porto vecchio, rendendo possibile la vendita degli immobili che verrà affidata al Consorzio Ursus (vedi articolo a parte). Nella documentazione allegata si trovano anche i verbali delle riunioni tra gli uffici, e i botta e risposta fra gli enti riguardo questo o quell’aspetto normativo. Carte che spiegano, almeno in parte, come mai i tempi di approvazione si siano trascinati fino a oggi.

Ma veniamo ai contenuti. L’area di pertinenza del Demanio marittimo arretra verso il mare, tenendo la linea di costa, i moli, il complesso Adriaterminal e alcuni edifici. Il gruppo principale dei magazzini asburgici rivolti verso la città (quelli compresi fra l’ingresso sud e gli edifici 17-18-19) dovrà svilupparsi senza grandi soluzioni di continuità rispetto al centro, seguendo i vincoli sui beni culturali. La categoria prevista prevede fino al 70% di residenziale, destinazioni alberghiere, commercio al dettaglio, servizi ma anche centri direzionali (con particolare attenzione alle attività digitali). Gli uffici hanno previsto maglie ampie, così da dare la massima flessibilità agli investitori.

Fanno eccezione i magazzini 2 e 4, destinati al solo uso direzionale: sono quelli che la Regione si accinge a incamerare in seguito all’anticipo al Comune dei 26 milioni per le urbanizzazioni. Un accordo che, ricordiamo, ha sciolto l’antico nodo della concessione a Greensisam, che terrà in locazione i magazzini restanti 1a, 2a e 3. Il primo e l’ultimo, affacciati al golfo, avranno le stesse destinazioni potenziali degli altri magazzini storici. Sono gli unici, però, per cui è prevista la possibilità di un ampliamento.

Il 2a, invece, rientra tra le “attrezzature per la viabilità e i trasporti”, confermando le ipotesi di un parcheggio. Il viale inaugurato dai magazzini 2 e 2a è destinato ad “attrezzature per il verde, lo sport e gli spettacoli all’aperto”. Tra le previsioni urbanistiche, c’è anche l’ipotesi di farvi passare un domani la cabinovia (tema su cui gli uffici regionali, in sede di confronto con il Comune, hanno mostrato qualche perplessità).

Il nucleo di edifici attorno a magazzino 26, Centrale idrodinamica e centro congressi conferma la destinazione culturale, museale e sociale degli stessi. Proseguendo verso nord troviamo, verso monte, edifici e aree destinate al verde e allo sport (inclusa la potenziale piscina terapeutica), mentre a mare si prospetta un’area definita “costiera del Porto vecchio”, a scopo ricreativo. Torniamo alle parti che restano in mano all’Adsp. Il molo IV e il molo III hanno destinazione “turistica nautica” e saranno collegati sulla linea di costa da un sistema di banchine pedonali. Il complesso di Adriaterminal avrà come scopo “portualità passeggeri, turistica e servizi connessi”: ovvero un terminal crociere.

Fuori dal demanio, avranno finalità “turistico nautiche” pure i magazzini 24, 25 e 30, affacciati sullo specchio d’acqua: lì saranno possibili servizi, alberghi, commercio. È previsto anche che i magazzini più recenti, privi di valore storico e architettonico, spesso malandati, possano essere eliminati ed eventualmente sostituiti da edifici coerenti con il contesto. Una volta firmato l’accordo, il Consiglio comunale avrà un mese di tempo per ratificarlo. Se questa visione possa davvero fare del Porto vecchio il quarto borgo del centro, dopo il Teresiano, il Giuseppino e il Franceschino di imperial memoria, saranno gli enti e il Consorzio Ursus a doverlo dimostrare. 


 

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