Ricerce nell’Isonzo, del presunto cadavere ma nessuna traccia

San Canzian. Si sono sospese solo ieri nel tardo pomeriggio, per le proibitive condizioni meteo, a causa di forti raffiche di bora che hanno impedito l’ausilio dell’elicottero, invece in campo il giorno prima, le ricerche del corpo avvistato dal giovane passeggero di un convoglio ferroviario lunedì. Stamattina si stabilirà il da farsi. Se cioè proseguire nelle verifiche, estesesi fino all’Isola della Cona e concentrate sul tratto del fiume all’altezza del ponte Isonzo, a Pieris, frazione di San Canzian, oppure concludere le operazioni.

Nella versione fornita ai carabinieri della locale stazione, che hanno raccolto la segnalazione, il giovane aveva riferito di un corpo a pancia in su, con addosso dei boxer e, dunque, presumibilmente di uomo. Si tratterebbe, nel caso appunto di un cadavere, di una posizione anomala, secondo quanto suggerito da un soccorritore: di solito le salme degli annegati stazionano col viso immerso nell’acqua, pertanto dall’alto si riesce a scorgerne la nuca. Al di là degli aspetti tecnici, comunque, la giornata di ieri ha visto un rilevante dispiegamento di forze: due squadre dei vigili del fuoco, da Monfalcone e Gorizia, il nucleo dei sommozzatori da Trieste e anche la Guardia forestale.

Le ricerche sotto il coordinamento della Prefettura si sono concentrate via terra, lungo le sponde del fiume e pure via acqua, su un’ansa del corso d’acqua dove di norma s’incuneano detriti e altro. Ma niente: le verifiche hanno dato esito negativo. E del resto, come rilevato dall’Arma, in assenza di denunce di scomparsa la ricerca del corpo rischia di diventare la “caccia” a un fantasma. —

Ti.Ca.

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