Ritossa regala settemila libri su D'Annunzio

La “pazzia” del politico, già Msi e An, costata 20mila euro: «Tutto pagato con risorse personali»
La copertina de “Idee a ridosso della Grande Guerra”
La copertina de “Idee a ridosso della Grande Guerra”

RONCHI DEI LEGIONARI. Il "porta a porta" è iniziato. Viene fatto in proprio da Adriano Ritossa, già consigliere regionale del Msi e di An, con l’aiuto di qualche amico. Bussa alle porte da Staranzano, dov’è anche consigliere comunale, a Monfalcone passando per Ronchi dei Legionari... Non vende nulla, non chiede niente ma regala un libro.

Mettendo mano al portafogli - una cifra che preferisce non divulgare, ma che si avvicina ai 20mila euro - Ritossa ha fatto stampare in 7mila copie il volume “Idee a ridosso della Grande Guerra. Da Filippo Corridoni a Gabriele D’Annunzio”. Una pubblicazione che, nelle sue 110 pagine, si sviluppa in sei capitoli: dalle radici dell’interventismo e del fiumanesimo al sindacalismo rivoluzionario di Filippo Corridoni, dalla preghiera di Doberdò alla Carta del Carnaro fino alle considerazioni finali.

Un dono che potrebbe lasciare interdetti. «Tutte le persone contattate – racconta Ritossa – hanno accolto di buon grado questa sorta di regalo. Non ci sono stati dinieghi né tantomeno insulti o frasi che potessero metterci in imbarazzo. Sono contento che l’idea sia piaciuta e di aver contribuito in parte alla divulgazione dei fatti della prima guerra mondiale, forse quelli meno conosciuti». Il perché di questa pubblicazione, come si legge nella prefazione, sta nel fatto che gli eventi storici si possono leggere da più angolature, ma non si possono cancellare.

Gabriele D’annunzio alla guida di un biplano
Gabriele D’annunzio alla guida di un biplano

Quindi l’obiettivo è quello di diffondere gli eventi del periodo nella loro contestualizzazione storica. «All’amico, professor Fulvio Rocco storico per passione – continua - ho chiesto di ampliare l’analisi storica del periodo, cercando di dimostrare il collegamento tra il sindacalismo rivoluzionario di Filippo Corridoni, l’interventismo dei socialisti nella Grande Guerra, come Alceste De Ambris e Gabriele D’Annunzio e l’importanza e attualità della Carta del Carnaro, la costituzione del libero Comune di Fiume».

Proprio la Carta del Carnaro viene riportata in modo integrale. «Ai critici per scelta preconcetta voglio far comprendere il senso avveniristico e futuristico che essa conteneva», spiega Ritossa. Non è nuovo a simili “pazzie”. Esponente della destra, consigliere regionale per 15 anni e oggi fondatore del gruppo “Alternativa per...”, vive la politica come una “droga”. E così se ieri, in Consiglio regionale, era il recordman delle interrogazioni con il pallino fisso del cippo Corridoni (anche nei bonus dei consiglieri regionali), oggi si gode il vitalizio che spende in libri. Rigorosamente in regalo.

Fondo D’Annunzio, Ritossa dona altri volumi storici

«Il costo della pubblicazione è stato coperto con fondi personali, non è stato utilizzato un solo centesimo di capitale pubblico», ci tiene a fare sapere Ritossa. «Mi auguro che questa pubblicazione rappresenti un modo concreto - dice - per far comprendere anche a chi non vuol capire che D’Annunzio va studiato e compreso senza lo strabismo delle ideologie».

Non a caso, in gran segreto, l’esponente della destra si lascia scappare che «la Carta del Carnaro, attuale e sociale, sta più a sinistra di qualcuno». Il “Vate”, insomma, per Ritossa ha sempre rappresentato la storia, la storia legata a quella cittadina in cui egli risiede, Ronchi dei Legionari, che ha sempre fatto a cazzotti con l’impresa di Fiume e con la presenza di D’Annunzio e dei legionari.

Una storia che, secondo Ritossa, va ripresa ed è per questo motivo che si è reso protagonista più volte di donazioni a favore di quel fondo che è stato realizzato nell’antiquarium di androna Palmada. Già in occasione di un convegno organizzato alcuni anni fa era stata lanciata l’idea di fare di Ronchi dei Legionari il centro regionale degli studi Dannunziani, anche con l’apertura non solo di un museo e di una specifica sezione alla biblioteca comunale, ma anche di un centro ricerche dedicato agli appassionati.

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