Roma congela le tariffe della A4. Terza corsia, Fedriga verso il bis

Governo orientato a non concedere il ritocco chiesto da Autovie. Proroga di 2 anni per il commissario

Genova, crolla il ponte Morandi: il disastro in un minuto

TRIESTE Si tratterebbe di pagare il biglietto al casello 5-10 centesimi in più di adesso. Ma stavolta pare che i rincari possano essere congelati. Perché il crollo del ponte Morandi è un ricordo troppo vivo per far digerire ai cittadini autostrade ancora più care. E dunque, anche in aree dove le società concessionarie non hanno responsabilità, le tariffe attuali verrebbero riconfermate pure per il 2019. O forse solo lievemente ritoccate.

Il condizionale è d’obbligo. Ma le indiscrezioni che arrivano dalla capitale vanno in quella direzione. Pure per Autovie Venete che l’anno scorso si è vista concedere il +1,88% e che, informa il presidente Maurizio Castagna, ha depositato in settimana al ministero una richiesta di aumento a partire dal 1 gennaio del 1,48%: la somma tra l’adeguamento all’inflazione, quantificato nel 1,2%, e il parametro, valutato nello 0,28%, che all’interno del meccanismo del “price cap” comprende anche una serie di variabili legate alla qualità del servizio, alla pavimentazione e al tasso di incidentalità, alle quali si aggiunge quella correlata al livello degli investimenti che, per Autovie, sono estremamente significativi.

Pedaggio record in A4, dieci centesimi al km come la Torino-Genova


La concessionaria ha in qualche modo dovuto presentare la richiesta. Si trattava infatti di dare il segnale di voler continuare a sostenere un piano economico finanziario che necessita di solide entrate al casello per coprire i costi della terza corsia, con cantieri aperti che lavorano a pieno ritmo. Ma se l’incremento tariffario non verrà approvato a Roma, non sarà comunque un guaio. Perché la concessionaria, conferma ancora Castagna, mantiene flussi di cassa, grazie al costante incremento dei traffici, che consentono di far fronte ai pagamenti per le opere.

Del resto proprio gli aumenti dettati dalla terza corsia hanno portato la A4 a un costo al km (0,10-0,11 euro) tra i più alti d’Italia. Prima che la crisi imponesse un freno, il ministero ha dato il via libera a rincari a doppia cifra - +13,58% nel 2011, +12,93% nel 2012, +12,63% nel 2013, +7,17% nel 2014 -, tanto che, per fare qualche esempio, da Trieste a Udine Sud si paga in auto il 64% in più di otto anni fa, da Trieste a Venezia Est il 52,8% in più, da Trieste a Redipuglia il 62,5% in più, da Udine Sud a Palmanova il 54,5% in più, fermo restando che non tutto l’incassato dai pedaggi resta in casa giacché una parte, il 2,4%, copre il canone di concessione (79% allo Stato, 21% all’Anas) e ci sono poi le quote dell’Iva (22%) e dell’integrazione del canone concessionale anch’esse destinati allo Stato, mentre ulteriori risorse vengono usate a copertura degli investimenti e per la necessaria manutenzione.

Nell’attesa del verdetto di fine anno, si gioca intanto un’altra partita, quella della proroga del commissariamento della Trieste-Venezia. La procedura per la conferma dell’incarico in capo al governatore Massimiliano Fedriga è in corso. Il ministero dei Trasporti ha dato il nulla osta alla Protezione civile per l’inoltro del dossier al Consiglio dei ministri. Pare che non ci saranno problemi e che, anzi, il rinnovo possa essere di durata biennale. —


 

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