Ronchi celebra D’Annunzio Buona la prima: tutto esaurito

Vecchiet: «Lo scorso anno abbiamo regalato 120 appuntamenti al pubblico. Non servono grossi spazi per promuovere, ma proposte fatte con il cuore»



. La città e il suo rapporto, sempre molto controverso, con Gabriele D’Annunzio. Questo è l’anno in cui si ricorda i cento anni dalla marcia su Fiume e sono già molti gli appuntamenti messi in cantiere dall’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari, l’ultimo dei quali, lunedì, ha aperto la ventunesima edizione della rassegna “Incontri d’estate in biblioteca”.

Ed è stato il tutto esaurito per “Tutto fu ambito e tutto fu tentato”, portato in scena, con la regia di Luciano Santin, dagli splendidi Massimo Somaglino, Marzia Postogna, Veronica Vascotto e Cristina Santin. Su questa strada si andrà avanti per tutto il 2019.

«Nel mese di settembre – ha annunciato il sindaco, Livio Vecchiet – ci saranno diverse importanti serate dedicate a D’Annunzio, condotte da noti studiosi, scrittori e storici, il tutto in collaborazione con l’Università di Trieste, il Consorzio culturale, la società di studi fiumani, e l’istituto di storia contemporanea. Persone in grado di parlare di quest’uomo decisamente influente, controverso, senza preconcetti e demagogia, ma soprattutto senza manipolazioni politiche che oggi sono completamente prive di senso».

«La storia non si deve e non si può cancellare e anche questa – ha aggiunto – è storia della nostra città». Un altro tassello di quel vasto mosaico creato dalla municipalità ronchese e da tante associazioni per disegnare un ruolo culturale di primo piano che ricerca e vuole Ronchi dei Legionari.

«Solo nello scorso anno – ha proseguito il primo cittadino – gli appuntamenti culturali sono stati ben 120 e hanno spaziato in tutti i campi, dalla musica, alla storia, agli incontri con l’autore, alla poesia, al teatro. I nostri appuntamenti culturali sono diventati punti di riferimento per i ronchesi, ma anche per i cittadini dei comuni contermini. Questa amministrazione comunale ha investito, e continuerà a investire nella cultura, in quanto siamo consapevoli di quanto sia importante far riflettere e pensare le persone, senza la manipolazione quotidiana dei social, ma soprattutto riteniamo che la cultura sia fondamentale nella crescita di ognuno di noi».

«Per fare cultura – conclude il sindac o – non servono i grandi teatri, come invece qualcuno vorrebbe, ma servono spazi che si riempiano, servono proposte culturali fatte con il cuore. In questi anni siamo stati seguiti da migliaia di persone, questo è il nostro successo». La rassegna prosegue questa sera quando, alle 21.15, sarà messa in scena “La Traviata” di Giuseppe Verdi. –





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