Stemma di Ronchi nei gadget Vecchiet marchia il territorio

. Sul gonfalone della città decorato con medaglia d’argento al valor militare. Sulla carta intestata, sui cartelli stradali all’ingresso del territorio, ma anche sulle vetture della Polizia locale e sulle bandiere issate sul palazzo municipale ed in tanti impianti sportive. Presto, però, lo stemma comunale di Ronchi dei Legionari troverà posto anche sulle spille da giacca da regalare in occasione delle cerimonie ufficiali e sulle borracce da distribuire agli alunni delle scuole primarie per incentivare l’abbandono delle bottigliette di plastica.
Due distinte delibere lo prevedono e sono quelle che, nei giorni scorsi, hanno dato il via all’acquisto di 250 spille da giacca, per un importo 424 euro e di 400 borracce in alluminio, spesa 1.586 euro, in questo caso però con la compartecipazione di Irisacqua che ha appoggiato l’iniziativa. Uno stemma come simbolo di una comunità. Uno dei “pallini” del sindaco Livio Vecchiet, il quale, proprio all’indomani della sua elezione, decise di esporre la bandiera del Comune sulla facciata del municipio 365 giorni l’anno e non solo in occasione delle solennità o dei consigli comunali.
Anche sulle nuove vetture della Polizia locale, dotate delle nuove livree regionali, ha trovato posto lo stemma. Per il primo cittadino significa appartenenza, condivisione. Due aspetti al quale non ha mai rinunciato. Le spille da giacca personalizzate con lo stemma del Comune, grandezza 18 millimetri, con il supporto color oro e chiuse ermeticamente con lente trasparente in resina dura confezionate in sacchettino in velluto, verranno donate durante eventi speciali ad ospiti e personalità, accanto agli altri doni che, generalmente, vengono previsti in queste occasioni, ovvero libri di storia locale o prodotti delle aziende vitivinicole della cittadina. Le borracce, invece, verranno donate agli alunni delle scuole primarie, segno importante della volontà di disincentivare l’uso della plastica.
Lo stemma storico del Comune di Ronchi dei Legionari è costituito da uno scudo di colore rosso, attraversato da una catena di monti argentei con tre cime, il cui orlo inferiore è riempito da un prato verde, nel quale mettono radice quattro viti verdi naturali, che si innalzano fino alla metà dello scudo. Fu ideato nel 1890 dal pittore triestino Carlo Wostry. Lo stemma nel 1912 fu miniato da Franz Junginger, pittore di corte, nel diploma imperiale che concede a Ronchi il rango di borgata. Uno stemma che deriva da lontano e da quelle che sono alcune peculiarietà storiche e naturalistiche ronchesi. La cittadina, infatti, viene citata per la prima volta nella donazione del 967 dopo Cristo dell’imperatore Ottone I a favore del Patriarca di Aquileia, sotto la cui giurisdizione rimarrà fino al 1420. Il 17 marzo 1849, ancora, viene emanata a Vienna la Costituzione e nel 1850 Ronchi fu decretato Comune autonomo, con aggregati i rioni di Vermegliano, Selz e Soleschiano. Nel 1912 l’imperatore Francesco Giuseppe l’elevò al rango di borgata, l’attuale cittadina, mentre diventerà dei Legionari con un Regio decreto del 2 novembre 1925.—
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