Stroncato un maxi traffico di cocaina: 5 arresti e sequestro da 100 mila euro

Il pusher abitava nel complesso scolastico di Ronchi. Sottratti agli spacciatori 800 grammi di polvere bianca



Questa volta “scacco matto” alla cocaina, che assieme ad hashish e marijuana fluiva a fiumi nella “piazza” monfalconese. Un valore di vendita al dettaglio stimato in oltre 100 mila euro. Sono stati smantellati due centri di traffico e spaccio, l’uno costola dell’altro, nell’arco di 9 mesi di indagine. L’operazione “Welfen” condotta dalla Polizia del Commissariato cittadino, è di tale portata da ritenerla una delle maggiori attività anti-droga degli ultimi tempi. L’indagine, partita a marzo e appena conclusa, s’è tradotta in 5 arresti: si tratta di S.M., 42 anni, C.S., 34, B.O., 34, F.R., 63, C.S., 32, a fronte di una decina di soggetti indagati. In carcere è finito il 63enne residente all’interno del plesso scolastico di Ronchi dei Legionari, pregiudicato e principale referente sul territorio nazionale dello spaccio di “coca”. Per gli altri i domiciliari, tra cui il corriere di punta, il 42enne sloveno S.M., che riforniva il mandamento della droga d’oltreconfine. Complessivamente sono stati sequestrati 2 chili di stupefacenti: 800 grammi di “polvere bianca”, un chilo di hashish, 200 grammi di “erba”. Oltre a una pistola calibro 38 provento di furto, ingenti somme di denaro, nonché attrezzatura per il confezionamento, la pesatura, il taglio della droga, veicoli e supporti informatici. Diversi i provvedimenti cautelari emessi dalla Procura di Gorizia nei confronti dei sodali della rete che gestiva il mercato illecito radicatosi nel monfalconese.

Ce n’è abbastanza per aver messo le mani su due organizzazioni di spessore criminale d’alto livello. Attività illecite “duplicate” dopo che il primo circuito di spaccio è stato interrotto, salvo riattivarsi fino a spezzarsi definitivamente. Tutto era partito nei primi mesi di quest’anno. La Polizia del Commissariato, tra appostamenti e pedinamenti, è riuscita ad arrivare al “deus ex machina” del traffico, il 42enne sloveno che procurava le ingenti partite di droga, facendo venire a galla i canali di approvigionamento oltreconfine.

Intanto a inizio di marzo i due primi arresti: una coppia era stata intercettata e fermata all’uscita del casello autostradale di Ronchi. Il 34enne C.S., uno dei corrieri del sodalizio, assieme alla convivente coetanea B.O., era stato trovato in possesso di 150 grammi di cocaina e un chilo di hashish. Nell’abitazione a Turriaco la Polizia aveva rinvenuto la pistola a tamburo calibro 38 e relativo munizionamento. Sotto sequestro anche le attrezzature della “catena produttiva” delle dosi. Arresti in flagranza. I primi perché l’attività illecita s’era infilata dentro altri canali d’approvigionamento. A tirarne le fila il 63enne pusher sul territorio italiano. L’abitazione situata all’interno del complesso scolastico di Ronchi rappresentava la base logistica dello spaccio ramificato in tutta Italia. Sono seguiti mesi d’investigazione, visioni “occulte” e intercettazioni per monitorare la nuova rete. Sequestri e arresti “ritardati” per non inficiare l’indagine. Finchè era arrivato il momento giusto: a fine maggio il corriere sloveno e il pusher di Ronchi erano stati arrestati, “traditi” da 100 grammi di “polvere bianca” passata di mano nell’abitazione del centro biasiaco. A metà giugno era toccato al 32enne campano C.S., intercettato alla stazione di Cervignano mentre scendeva da un treno proveniente da Venezia, addosso 50 grammi di “coca”. S’era fatto venire a prendere da un conoscente per raggiungere Monfalcone in incognito, ma non aveva fatto i conti con la Polizia.—



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