Sviluppo di mercati e imprese alleanza fra città di confine

Il Comune di Gorizia capofila del piano “Border cities” legato alla competitività L’obiettivo è creare una massa critica tra realtà con dinamiche simili tra loro
Bumbaca Gorizia 21.12.2018 Sindaco di Nova Gorica Klemen Miklavic incontra Ziberna © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 21.12.2018 Sindaco di Nova Gorica Klemen Miklavic incontra Ziberna © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



S’intitola Border cities (dall’inglese, “città di confine”) il progetto sviluppato in questo periodo dal Comune di Gorizia insieme a un piccolo gruppo di altre cittadine europee. Obiettivo: concorrere ai fondi del Programma Urbact III 2014-2020, in modo da rendere più attrattivo il territorio per l’insediamento di piccole e medie imprese.

Nello specifico lo scopo, nel caso della nostra città, è il raggiungimento di una massa critica che trasformi un elemento di debolezza (l’essere una realtà frontaliera) in un punto di forza e di opportunità. L’iniziativa riguarda l’amministrazione comunale goriziana in qualità di lead partner, ovvero di soggetto capofila di un progetto che mette in rete una serie di altre municipalità di confine: Saldus (Lettonia), Bratislava (Slovacchia), Visaginas (Lituania), Cieszyn, (Polonia), Tomiño (Spagna) e Vila Nova de Cerveira (Portogallo). Queste realtà saranno chiamate a mettere in campo soluzioni integrate efficienti per lo sviluppo di nuovi mercati e imprese. In questo contesto verranno coinvolti vari stakeholders e verranno opportunamente formati operatori economici e start up locali.

Nel dettaglio, il Comune di Gorizia si occuperà del coordinamento della partnership, dell’organizzazione di eventi mirati al raggiungimento degli obiettivi di progetto, della rendicontazione delle attività e dei costi e della divulgazione dei risultati. Il budget totale della proposta presentata a Gorizia è di 750 mila euro, di cui 150 mila spetteranno direttamente al capofila. Nello specifico, il 70% dell’importo totale è finanziato dal Programma Urbact III, il 15% dal Fondo di rotazione nazionale e il rimanente 15% deve provenire da “risorse proprie”, quindi del Comune. Se tutto andrà bene, i lavori nell’ambito dell’iniziativa dovrebbe iniziare nel quarto trimestre di quest’anno e durare 30 mesi.

Il Programma Urbact III si sviluppa in un’ottica di continuità con quanto realizzato nel precedente periodo 2007-2013 (Urbact II) durante il quale sono state finanziate una cinquantina di reti, ciascuna composta da una media di dieci città che hanno realizzato progetti di sviluppo urbano sostenibile integrato. Le reti, questa volta, potranno essere al massimo 23.

L’attuale Programma ha selezionato dieci obiettivi che vengono assegnati a tre macroaree: “Economia e competitività”, “Ambiente urbano e resilienza” e “Occupazione, sociale ed educazione”. Gorizia ha proposto un progetto che si lega alla prima macroarea, “Economia e competitività”, dove si inserisce l’obiettivo “Miglioramento della competitività delle Pmi”. Il Programma aiuterà a trovare soluzioni integrate per le comuni sfide urbane delle città che aderiscono alle reti. Questi network infatti creano delle partnership formate da un massimo di dieci partecipanti provenienti da diversi stati europei che, condividendo esperienze e competenze, producono un piano d’azione comune. In questo modo, le municipalità coinvolte avranno l’opportunità di testare diverse politiche individuate a livello locale.

In sintesi è anche un modo per ispirarsi alle best practices altrui, rendere più efficienti le pubbliche amministrazioni e sviluppare, allo stesso tempo, iniziative di tipo privato che possano avere delle ricadute economiche per la comunità e i territori interessati dall’iniziativa. –



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