I commenti social dei turisti sul Teatro romano di Trieste: «Rovine suggestive ma non valorizzate»

Le critiche riguardano soprattutto la pulizia, le scarse informazioni reperibili sul posto e l’impossibilità di entrare direttamente nel sito

Laura Tonero
Incuria al Teatro Romano (Lasorte)
Incuria al Teatro Romano (Lasorte)

«Suggestivo, ma andrebbe valorizzato di più». È uno dei commenti più ricorrenti tra chi, dopo aver visitato il Teatro romano, ha deciso di lasciare una sua recensione sui siti e le piattaforme che raccolgono i pareri dei turisti.

Quel monumento, vista la facile fruibilità e la posizione così centrale, viene visitato praticamente da chiunque metta piede a Trieste.

Proprio la sua centralità e l’assenza di un biglietto per ingresso o di code per ammirarlo vengono citati come punti di forza. Le critiche invece toccano la pulizia, le scarse informazioni reperibili sul posto e l’impossibilità di entrare direttamente nel sito.

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Il Teatro romano preda delle erbacce (Lasorte)

Inoltre, in molti trovando il cancello laterale chiuso, pensano di aver sbagliato orario, ignari che i resti archeologici non siano calpestabili, ma visibili appunto solo dall’esterno.

«Spettacolare, conservato benissimo – scrive una turista arrivata da Torino – però non si può certo dire che la struttura risulti pienamente fruibile e valorizzata al meglio».

«I resti si possono vedere bene dalla strada, ma ovviamente non si possono esplorare. Le informazioni sul sito poste all’esterno sono molto limitate», reputa David, che arrivato dalla Spagna ha visitato la città lo scorso aprile.

L'incuria davanti al teatro romano
L'incuria davanti al teatro romano

Le critiche sulla scarsa pulizia sono ricorrenti: «Un frammento di storia molto ben conservato e visitabile gratuitamente», scrive Paul dall’inglese Leeds che poi aggiunge: «Peccato che si notino lattine e sacchetti di plastica abbandonati all’interno».

A stupire è anche il contesto in cui è inserito. «È nel cuore della città – valuta Michele da Ravenna – attorno ci sono realtà completamente diverse, persino un supermercato e un parcheggio, il che mi fa pensare che la città non punti a valorizzarlo».

Unanime però la valutazione sulla bellezza di quel sito archeologico, nel quale taluni si imbattono inaspettatamente scendendo da San Giusto. «Non me lo avevano indicato tra le cose da visitare – commenta il fiorentino Roberto – è stata una sorpresa mentre percorrevo una stradina attigua».

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