A Trieste una Tari più leggera per tutti i nuclei familiari con almeno due persone
Stimati risparmi medi sui rifiuti tra i 2 e i 20 euro. Debutta il bonus sociale. «Tassa in riduzione anche per le imprese Il risultato ottenuto grazie alla lotta all’evasione»

Per la prima volta la Tari a Trieste cambia direzione e, seppur di poco, diminuisce anziché aumentare. È il dato politicamente più rilevante emerso ieri in municipio, dove l’assessore comunale al bilancio Everest Bertoli ha presentato le tariffe della tassa sui rifiuti per il 2026 insieme a Gianluca Venier del Servizio riscossione entrate e a Michela Angelini dell’Ufficio tassa rifiuti e imposta di soggiorno.
Le scadenze per il pagamento della tassa resteranno quelle consuete e ben conosciute dai triestini: due rate, una a settembre e una a dicembre, con l’invio delle bollette previsto già a giugno, ma con la possibilità di saldare il dovuto in un’unica tranche.

A cambiare sarà però l’importo richiesto a famiglie e attività economiche, entrambe interessate da una lieve, ma significativa, riduzione che l’amministrazione comunale rivendica come un risultato ottenuto grazie alla lotta all’evasione fiscale. «Quest’anno per la prima volta la tassa dei rifiuti sarà in riduzione sia per le famiglie che per le imprese – ha spiegato Bertoli – registrando in tal modo una controtendenza rispetto agli scenari regionali e nazionali e rispetto a quanto accaduto a Trieste negli anni precedenti».
Nel quinquennio compreso tra il 2020 e il 2025, ha ricordato l’assessore, il Comune di Trieste ha sostanzialmente mantenuto stabile il tributo: il costo medio annuo è passato da 344 a 345 euro. Un incremento minimo, soprattutto se confrontato con altre città del Friuli Venezia Giulia: a Gorizia si è passati da 350 a 435 euro medi, a Pordenone da 188 a 222 euro, mentre a Udine da 191 a 224 euro. Ora arriva invece una riduzione complessiva dell’ammontare della Tari cittadina, che scende a 39.706.000 euro grazie a una detrazione di 3.657.000 euro derivante dall’attività di recupero dell’evasione. Un fronte ancora molto ampio: il Comune ha infatti quantificato in circa 24 milioni di euro l’ammontare della Tari non riscossa negli ultimi nove anni.
Sul fronte delle utenze domestiche — che rappresentano il 56% del totale — i risparmi varieranno in base alla composizione familiare. Per i nuclei di due persone il calo sarà dello 0,69%, per quelli di tre occupanti dell’1,56%, per le famiglie di quattro persone del 2,17%, fino ad arrivare al –3,54% per i nuclei con cinque componenti o più, che potranno risparmiare quasi 18 euro all’anno. In media, la riduzione per le famiglie oscillerà quindi tra i 2 e i 20 euro.
L’unica categoria che vedrà aumentare il costo della tassa sui rifiuti è quella delle famiglie composte da una sola persona, che vedrà crescere il dovuto di 4,31 euro rispetto all’anno precedente, pari al +2,9%. Riduzione più contenuta ma comunque presente anche per le utenze non domestiche, che vedranno un alleggerimento compreso tra lo 0,60% e lo 0,90%. Per alcune attività commerciali il risparmio potrà arrivare a circa 27 euro annui. Tra le novità debutta inoltre il bonus sociale rifiuti introdotto dal governo nazionale: garantirà uno sconto del 25% sull’importo complessivo della Tari alle famiglie con Isee inferiore a 9.796 euro. La soglia sale invece a 20 mila euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico.
Nessuna modifica invece sul fronte della raccolta differenziata, che a Trieste continua a incidere sui costi del servizio e ha registrato soltanto una lieve crescita dell’1% nell’ultimo anno. Il Comune punta ora a proseguire sulla strada del recupero dell’evasione per consolidare il calo delle tariffe anche nei prossimi anni.
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