Trieste, tre anni di lavori per bonificare Servola

TRIESTE Il collaudo delle opere di ripristino ambientale dell’area della Ferriera di Servola nell’agosto del 2019. In Italia gli annunci sui tempi sono quasi sempre materia aleatoria, ma il cronoprogramma incluso tra gli allegati dell’accordo approvato dalla giunta regionale parla chiaro: l’intesa tra il Dipartimento per le politiche di coesione (Apc), il commissario straordinario per la Ferriera, la presidente Debora Serracchiani e la Regione, fissa tempistiche certe per la messa in sicurezza di Servola.
I lavori In ballo ci sono i lavori da 41,5 milioni di euro per la cosiddetta azione II del primo asse dell’accordo di programma per il recupero dell’area. In altri termini tutti gli interventi per la messa in sicurezza dell’area della Ferriera da realizzare con finanziamento pubblico, in sostituzione dei responsabili, ovvero delle precedenti proprietà.
Parliamo quindi, principalmente, del barrieramento fisico sul fronte mare dell’area demaniale in concessione e della realizzazione di un impianto di trattamento delle acque di falda. Misure ritenute necessarie alla sicurezza sanitaria ed ambientale della zona, anche se nei mesi scorsi Legambiente e Wwf avevano segnalato una possibile alternativa meno costosa nella tecnologia nota come Prb (Permeable reactive barriers).
Invitalia Un’impresa titanica nella quale Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, sarà il braccio del commissario nella messa in pratica dei progetti. A questo scopo sarà dotata di un finanziamento da 2,5 milioni di euro. Per almeno tre anni, quindi, il personale dell’agenzia opererà sul territorio fungendo da tuttofare: i futuri compiti di Invitalia vanno dall’aggiornamento dello studio di fattibilità fino al collaudo delle opere, passando per appalti e monitoraggio dei lavori. L’agenzia affiancherà poi il commissario nei rapporti con tutti i soggetti coinvolti, dai ministeri a Siderurgica triestina.
Fattibilità Il primo passo, che dovrebbe concludersi entro febbraio, è l’aggiornamento dello studio di fattibilità. Servirà a porre le basi per «evitare eventuali ritardi» nelle fasi successive. Ma è reso necessario anche dal sopraggiungere del progetto integrato di Arvedi (ottobre 2015) e dalle possibili interazioni con opere portuali come la Piattaforma logistica.
Appalti Invitalia fungerà poi da “centrale di committenza” con funzione di stazione appaltante per i lavori. Ciò significa che curerà la selezione e l’affidamento degli incarichi per tre passaggi: l’esecuzione delle indagini integrative funzionali alla progettazione di dettaglio; la redazione del progetto definitivo degli interventi; l’appalto integrato per la redazione del progetto esecutivo. L’agenzia gestirà le procedure di aggiudicazione attraverso un’apposita piattaforma telematica. Invitalia assicura che tutte le norme anticorruzione e contro le infiltrazioni criminali saranno rispettate.
Indagini La prima fase saranno le indagini integrative. Si prevedono: studi geotecnici sui suoli; il monitoraggio della qualità delle acque di falda, comprensiva di indagini idrogeologiche sulla falda; il monitoraggio topografico e fessurimetrico. Le gare di affidamento dovrebbero concludersi a giugno 2016. Le indagini geotecniche dovrebbero proseguire fino a ottobre, mentre il monitoraggio della falda fino a giugno 2017. Il tempo di quest’ultimo è stato ridotto da 16 a 12 mesi dando fiducia al monitoraggio già avviato da Arvedi stesso.
Progetti Invitalia curerà poi l’affidamento dell’aspetto progettuale che, al fine di concludere in «tempi ragionevolmente congrui», accorperà il progetto preliminare e quello definitivo. L’agenzia «opererà uno stretto controllo sulla fase di progettazione - condiviso con la struttura commissariale e le amministrazioni competenti». Tutto il procedimento dovrebbe partire ora per concludersi con l’approvazione fra gennaio e febbraio 2017.
Lavori Verificato il progetto definitivo (marzo 2017), si passerà alla fase esecutiva, ancora una volta con Invitalia nel ruolo appaltante. Affidati gli incarichi (entro ottobre 2017) e redatto il progetto esecutivo (fino a gennaio 2018) l’agenzia curerà il monitoraggio dell’avanzamento dei lavori, che dovrebbero concludersi nel luglio del 2019. L’ultima fase sarà quella del collaudo, prevista per l’agosto di quell’anno.
Supporto In tutto questo tempo l’agenzia fungerà da supporto al commissario e alle strutture regionali coinvolte. A questo fine il commissario Serracchiani metterà a disposizione di Invitalia «idonei locali allestiti presso la sede della Regione Friuli Venezia Giulia in Trieste». L’accordo precisa poi che l’agenzia «si rende disponibile ad assistere la struttura commissariale in riunioni, tavoli tecnici, conferenze di servizi, eventi, anche mediante la predisposizione di documenti e elaborati».
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