Un aiuto ai genitori per gestire i figli? On line c’è Babysits

TRIESTE Trovare una (o un) babysitter ora è più facile. Con Babysits, la piattaforma online di assistenza all’infanzia, si crea una connessione immediata tra aspiranti bambinai e genitori che necessitano di un aiuto in più per gestire i propri figli. Si tratta di un servizio, gratuito per i lavoratori e le lavoratrici, piuttosto conveniente per le famiglie, a cui viene chiesta una commissione per contattare chi ama lavorare con i bambini.
Nella zona di Trieste risultano iscritti 138 babysitter, di cui 135 sono donne e 3 sono uomini: in media hanno dai venti ai trent’anni e spesso sono studenti o giovani appena laureati. Ma non mancano i candidati più maturi: non ci sono limiti d’età se non quelli dettati dalla legge. Si va dai 14 anni (esclusivamente per il lavoro durante le vacanze scolastiche) in su, e per i minori è obbligatoria l’autorizzazione firmata dai genitori.
«Non gestiamo la collaborazione tra le due parti– spiega Elena Mancini, responsabile del mercato italiano di Babysits– ma facilitiamo l’interazione, dando la possibilità di fissare appuntamenti, di descrivere cosa cerca un genitore e cosa cerca la babysitter. Non prendiamo nessuna percentuale dal prezzo che loro stessi stabiliscono».
La piattaforma permette di trovare anche tate (persone con maggiore esperienza) ed educatrici professionali. «C’è un controllo sull’età per verificare il titolo di studio – continua Mancini –. Ad esempio se una ragazza di 17 anni si iscrive come educatrice è evidente che ci sia un’incongruenza. In questo caso interveniamo per modificare il profilo. Inoltre monitoriamo le conversazioni per evitare i truffatori o i malintenzionati, soprattutto nel caso di babysitter minorenni. Se si presentano dei problemi provvediamo a segnalare il profilo e a bloccarlo», conclude la market manager.
Ma come funziona la ricerca di personale su Babysits? Il genitore legge la descrizione del profilo e le eventuali recensioni. Se trova la persona con le caratteristiche desiderate, può scriverle e proporre un lavoro occasionale, dell’ultimo minuto, part-time o full-time; la famiglia non paga finché non si crea la connessione.
Babysits sostiene i genitori attraverso un’agenda di appuntamenti, aiutandoli a organizzarsi con dei promemoria. Ma il servizio non si limita a favorire la comunicazione: «Settimanalmente cerchiamo di coinvolgere la comunità di babysitter e di famiglie dando loro dei suggerimenti e dei consigli, da come affrontare i pericoli sul web alle ricette, dall’aiuto nei compiti alle tecniche per far addormentare i bambini».
Babysits è una community internazionale presente in 24 Paesi, dall’Europa fino all’America e all’Australia. Nasce in Olanda 11 anni fa, arriva in Italia nel 2017 e attualmente conta più di 15.000 babysitter. Per informazioni visitare il sito www.babysits.it. —
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