Unione, è il giorno dell’asta per Milanese e i “mister X”

Scadono alle 12 i termini per le buste: saranno subito aperte da giudice e curatore. La cordata Biasin è in pole ma occhio alle mosse di Alma, Corvezzo e Zanmarchi
Milanese nei corridoi del Tribunale (foto Lasorte)
Milanese nei corridoi del Tribunale (foto Lasorte)

TRIESTE Oggi, 12 aprile, a mezzogiorno e qualche minuto, il tempo di raccogliere e imbracciare le carte nella cancelleria al piano terra di Foro Ulpiano, il curatore Giuseppe Alessio Vernì tirerà dritto con quelle carte verso l’ufficio del giudice Riccardo Merluzzi. E vi si chiuderà dentro, per esaminare assieme all magistrato le eventuali offerte d’acquisto dell’Unione.

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Quando ne uscirà, a meno che i soggetti interessati a comperare il club siano sorprendentemente tanti o altrettanto sorprendentemente non si faccia vivo nessuno, o che i documenti da studiare si rivelino più contorti del normale (e chi può escluderlo, in questa storia s’è visto di tutto...), dovrebbe farlo senza più dover essere il “titolare”, il responsabile dell’Alabarda, come lo è stato da prima di Natale, quando il Tribunale lo nominò amministratore giudiziale prima di trasformarne il rango in curatore a cavallo tra gennaio e febbraio, al momento della dichiarazione di fallimento dell’Unione Triestina 2012.

Tifosi alabardati in attesa in Tribunale (foto Lasorte)
Tifosi alabardati in attesa in Tribunale (foto Lasorte)

Sì perché - salvo chiaramente contrattempi rispetto alla linearità dell’iter previsto dal bando di gara per l’acquisizione del club - quando il “conclave” nella stanza del giudice si sarà concluso, compresa l’eventuale asta al rialzo in caso di più soggetti intenzionati a comprare, a quel punto l’Unione dovrebbe avere un altro, o meglio un nuovo vero padrone.

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Sarà Mauro Milanese come referente della cordata australiana di Mario Biasin, già coinvolto come consulente sportivo da Vernì dopo esser stato l’unico ad avergli consegnato la famosa cauzione da centomila euro chiesta dal curatore in una sorta di pre-gara per garantire la sopravvivenza della squadra durante l’esercizio provvisorio? Potrebbe, certo. Ma il condizionale, come si suol dire, è d’obbligo. Chiunque ci può riprovare, per legge, anche se in vista di quella pre-gara non aveva inteso mettere il becco d’un dinaro. Il piatto che conta è quello di oggi. Si parte da una base di 342mila euro. Le voci delle ultime ore (lasciamo stare i francesi, non escludiamo invece Corvezzo e Zanmarchi) darebbero in risalita, anche se non “caldo” al punto da sfociare oggi in un’offerta, l’interesse di Alma e più preceisamente della cordata imprenditoriale che sta dietro al friulano Gianluca Mauro, procuratore del marchio che è l’attuale sponsor della Pallacanestro Trieste. Alma, qualcuno se lo ricorderà (Vasco Vascotto per esempio...), non aveva nascosto di covare scenari che evocavano una possibile gestione di un unico grande polo sportivo cittadino, e alcuni suoi ambasciatori si sarebbero fatti vedere ultimamente in città per una visita tra Rocco e PalaRubini.

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L’attesa della fumata bianca, però, si fa accompagnare al momento dalla totale incertezza. Sia su quanti potranno essere i potenziali acquirenti che avranno presentato entro le 12 di oggi la loro offerta, sia soprattutto sulla loro precisa identità. La fregola sarà soddisfatta, o per lo meno lo dovrebbe essere, proprio verso mezzogiorno: il bando di gara impone che l’apertura delle buste, nella stanza del giudice, avvenga alla presenza dei cosiddetti offerenti. Se ne deduce che, quando mancherà poco alle 12, i “concorrenti” per la presa della Triestina - imprenditori in prima persona, più facile emissari o professionisti “prestanome” - si faranno inevitabilmente vedere a Foro Ulpiano aspettando di farsi accogliere nell’ufficio del magistrato. Nel momento in cui vi entreranno, si sarà grosso modo capito il “quanti sono” e il “chi sono”. Mancherà solo di conoscere, sempre che non ci sia un unico concorrente (presumibilmente Milanese, qualora ce ne fosse uno e uno soltanto), il “chi vince”. Giudice e curatore, una volta aperte ed esaminate le buste, ne dichiareranno o meno l’ammissibilità.

Se ci sarà più d’una valida, scatterà l’asta con rilanci da almeno diecimila euro a botta. Tutto liscio allora? “Habemus papam” oggi? Fino a un certo punto. Sul giorno del nuovo padrone incombe ancora l’ombra di quello vecchio. A ieri pomeriggio, infatti, in Corte d’Appello continuava a risultare pendente il ricorso di Marco Pontrelli contro il fallimento chiesto dal pm e dichiarato dai giudici del Tribunale, discusso l’altra settimana. Secondo il “diritto”, dunque, si profila tecnicamente una gara “sub judice”. Ma lo sarebbe pure se il ricorso venisse respinto domattina, se è vero che Pontrelli ha già detto di voler arrivare in Cassazione. Ma se teoricamente succedesse il contrario, se Pontrelli vincesse clamorosamente la causa in zona Cesarini? Il “quanti sono”, il “chi sono” e il “chi vince” cadrebbero dalla bocca di tutti.

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