Uve slovene per vini Igt Consorzio e Cantina: «Noi estranei ai fatti»
CORMONS. Non ci sarebbero aziende vitivinicole riconducibili al Consorzio Collio né alla Cantina Produttori, ossia i due principali colossi del territorio collinare, tra quelle interessate dalle visite della Guardia di Finanza sul caso delle uve slovene utilizzate per produrre vino con disciplinari Doc e Igt del Friuli Venezia Giulia.
Dal Consorzio Collio sottolineano come i controlli periodici delle istituzioni preposte siano una normalità che tocca tutti i produttori, ma che nel caso specifico non sono stati segnalati all’ente coinvolgimenti di aziende facenti capo al Consorzio. «Non sappiamo di imprese del Collio coinvolte in questa operazione», taglia corto il presidente uscente Robert Princic, mentre il vicepresidente David Buzzinelli aggiunge: «Non ci è giunta notizia che qualche nostra azienda agricola sia stata interessata dalle perquisizioni: in casi come questo lo avremmo saputo, si consideri che quando scoppiò il caso-Sauvignon giunsero immediatamente delle telefonate al Consorzio. In questo caso invece nulla». Nessun coinvolgimento nemmeno di una delle 130 aziende circa nell’orbita della Cantina Produttori Cormons, la più importante realtà sociale della zona. «No, non ci risulta nulla riguardo le famiglie che conferiscono le uve da noi», conferma il direttore Alessandro Dal Zovo.
La vicenda riguarda l’indagine svolta dalla Guardia di Finanza nei giorni scorsi: sarebbero una ventina, secondo le indiscrezioni, le aziende delle province di Udine e Gorizia interessate dalle perquisizioni delle Fiamme Gialle su presunte irregolarità commesse dai produttori relativamente a uve slovene utilizzate per produrre vino con disciplinari Doc e Igt del Friuli Venezia Giulia. Una pratica, va detto, che contravverrebbe il disciplinare di produzione e che per questo comporterebbe la perdita del diritto di utilizzare la dicitura Doc o Igt, ma che non comporterebbe danni per la salute del consumatore . —
M. F.
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