“Vita Nuova” pesa sul totale «Non ci sono risultati positivi»

I risultati complessivi di “Vita Nuova” – il settimanale diocesano nato il 10 aprile 1920 come primo organo di stampa cattolica di Trieste italiana con il direttore monsignor Ugo Mion – continuano ad appesantire il bilancio delle Diocesi di Trieste.
Nella relazione del bilancio relativo al 2017, si evidenziava come l’attività dell’organo ufficiale di informazione e formazione religiosa, avesse comportato un contributo dall’erogazione del 8 per mille di 100 mila euro, con un debito nei confronti della Diocesi per contributi versati fino ad allora pari a 381.386 euro.
Due anni fa si decise così di trasferire l’attività commerciale del settimanale ad una nuova entità societaria, la “Vita Nuova srl”, con l’auspicio che la neonata realtà avente come socio unico la Diocesi di Trieste, potesse contribuire ad una migliore gestione finanziaria.
Nella relazione sul bilancio della Diocesi approvato dal Collegio dei Consultori lo scorso 17 ottobre, e dal Consiglio diocesano affari economici il 24 settembre, alcuni passaggi vengono nuovamente riservati a “Vita Nuova”, evidenziando come l’operazione “Vita Nuova srl” non abbia «comportato dei risultati positivi alla gestione economica, che sconta un contributo di 130 mila euro dall’erogazione dell’8 per mille».
Tra i contributi ordinati e straordinari a bilancio 2018, sono annotati altri 12.146 euro per il settimanale diocesano, consultabile anche on-line, che si avvale della professionalità di diversi collaboratori, e in vendita nelle diverse chiese e in edicola.
Per il momento, quindi, la Diocesi è ancora alla ricerca degli strumenti appropriati. —
L.T.
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