Lo spettro di un’altra penalizzazione per la Triestina: gli scenari
Il doppio deferimento potrebbe comportare una nuova penalizzazione di 2 punti: urge la necessità di una figura esperta dei meccanismi di un’azienda calcistica

A coronamento di un 2025 da incubo sul fronte societario (mentre sul campo la Triestina ha prima ottenuto una miracolosa salvezza e ora sta facendo un campionato più che dignitoso), le ultime ore dell’anno passato hanno portato all’Unione un’altra rogna.
Ai deferimenti in casa alabardata ormai purtroppo ci si è fatto il callo, i 23 punti di penalizzazione (più i 5 dello scorso campionato) sono lì a testimoniarlo. I due deferimenti al Tribunale Federale Nazionale arrivati il 30 dicembre dal procuratore federale nei confronti della Triestina (a titolo di responsabilità diretta) e dei suoi legali rappresentanti Marco Margiotta e Oliver Marc Centner (a titolo di responsabilità propria) per una serie di violazioni di natura amministrativa, a seguito di segnalazioni della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive, hanno però un aspetto diverso da quelli passati.
Urge figura esperta
Il primo deferimento, paradossalmente quello per cui la società ha maggiori colpe, dovrebbe portare in realtà solo a un’ammenda: in sostanza la Triestina non ha provveduto, entro il termine del 30 novembre 2025, al deposito della relazione contenente il giudizio della società di revisione sulla situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre 2025.
Certo, la situazione in casa alabardata ha viaggiato a lungo sul filo del rasoio, per cui è comprensibile, ma non giustificabile, che nel passaggio di mano e di cariche qualcosa possa essere sfuggito.
Però i nuovi avevano comunque tempo sufficiente per rimediare, pertanto questa lacuna dimostra una certa incompetenza e fa riemergere la necessità di una figura professionale esperta dei meccanismi di un’azienda calcistica che possa seguire quotidianamente sul campo (non quello da gioco) le varie situazioni spinose.
Appena a metà dicembre Rothstein e la nuova proprietà hanno presentato il nuovo ad Piero Zangarini, che ha promesso di essere presente due settimane al mese a Trieste. Ma alla luce di tutto questo, pare necessaria una figura più specifica.
La questione dei conti
Il secondo deferimento è quello per il quale la Triestina potrebbe invece rischiare uno o due punti di penalizzazione, anche se il caso è talmente singolare che le opinioni in merito sono divergenti. Qui viene contestato alla società il fatto che i pagamenti degli emolumenti dovuti ai tesserati, relativi alle mensilità di settembre e ottobre 2025, sono stati effettuati attraverso bonifici bancari addebitati su conti correnti diversi dal conto corrente intestato alla società Us Triestina Calcio 1918 srl e dedicato al pagamento di emolumenti.
Il problema è che a causa dei notevoli debiti pregressi e ascrivibili alla vecchia gestione, si sono verificati dei pignoramenti che in pratica hanno portato al blocco del conto della Triestina, dal quale pertanto era materialmente impossibile effettuare i pagamenti.
Un nodo da risolvere
È pertanto perfino apprezzabile la volontà della nuova gestione di effettuare comunque i pagamenti, anche se giocoforza ha dovuto ricorrere a bonifici da un conto non riconducibile alla Triestina. Oggettivamente è un fatto che il club potrà far valere in sede di giudizio, per cui sul piano sportivo (per quello che potrà valere vista la già imponente penalizzazione) l’Unione dovrebbe rischiare davvero poco, mentre su altri piani è difficile ancora capire quali possano essere le conseguenze. Di certo è una situazione che così non può andare avanti, perché rende impossibile l’operatività della società, e pertanto va risolta il prima possibile.
E qui si torna al discorso della necessità di una figura professionale esperta. Anche in vista di un’eventuale ripartenza dalla serie D che, almeno quella, dovrà essere il più serena possibile.
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