A Trieste un’assemblea per evitare la frattura M5S

Paola Sabia lancia un estremo tentativo di ricucire lo strappo con Paolo Menis su candidatura e programma per le elezioni comunali
Spillette elettorali del Movimento 5 stelle
Spillette elettorali del Movimento 5 stelle

TRIESTE Un ultimo disperato tentativo. Per fare in modo che se proprio non è possibile arrivare ad un candidato unico, si possa almeno convergere su un programma condiviso. La corsa alle elezioni amministrative del prossimo giugno da parte del Movimento 5 Stelle triestino si arricchisce di un nuovo capitolo. Meglio di una telenovela. L’anno appena trascorso si era chiuso con l’ufficialità della spaccatura all’interno del movimento per la corsa alla poltrona di primo cittadino. Da una parte l’architetto Paola Sabrina Sabia, coordinatore del gruppo di Trieste, nonché moglie dell’eurodeputato grillino Marco Zullo: la prima a scendere in campo con una candidatura presentata lo scorso settembre. Dall’altra Paolo Menis, attuale capogruppo in Consiglio comunale, che aveva tratteggiato la sua corsa a sindaco con un comunicato diffuso qualche ora prima dell’arrivo del nuovo anno. Un autentico fuoco d’artificio in anticipo.

Trieste, i grillini al bivio elettorale: Menis sfida Sabia online
Sarà un voto online a stabilire il nome del candidato sindaco M5S a Trieste

Dunque una frattura in piena regola che aveva messo gli iscritti triestini davanti a un bivio. Una scelta da esprimere attraverso il voto online previsto tra qualche giorno. Un semplice clic per decidere chi dovrà correre per la carica più alta in Municipio. Adesso però arriva un estremo tentativo per evitare un duello che si annuncia senza esclusione di colpi. A lanciare il sassolino (o meglio sarebbe dire a questo punto l’ancora di salvezza ad una barca che rischia in questo modo di finire in balia delle onde) è il gruppo Amici di Beppe Grillo di Trieste capitanato da Paola Sabrina Sabia. In un comunicato che si rivolge ad attivisti e cittadini «viste le numerosissime richieste di persone che seguono con amore e speranza il Movimento 5 Stelle», viene proposta «un’assemblea pubblica aperta a tutti». Il motivo? «Coloro che avranno la possibilità di votare il candidato sindaco, hanno il diritto di conoscere ed essere sicuri di votare un solo programma univoco, indipendentemente da chi lo presenterà». In sostanza Sabia prova a unire le forze all’interno del Movimento, chiedendo di «armonizzare il lavoro svolto fino ad ora dai due gruppi».

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Come a dire: se non possiamo trovare un accordo sul candidato, proviamo a raggiungerlo almeno sul programma. Nella nota si fa anche riferimento al voto online, considerato «uno strumento innovativo e democratico», ma si sottolinea il fatto che «siamo tutti in grado di gestire le divergenze di opinione attraverso il confronto diretto faccia a faccia». Poi la chiusura che suona come un auspicio. «Sforziamoci di mettere da parte le incomprensioni e sfruttare l’esperienza maturata in questi anni. Questa città ha bisogno di nuova linfa per la sua democrazia e pulizia dai poteri forti». Più che un comunicato, una lettera scritta, come viene precisato in apertura, «con il cuore in mano». Che prova ad arrivare lì dove avevano fallito nei loro tentativi di mediazione per ricucire uno strappo apparso da subito insanabile, sia il consigliere comunale Stefano Patuanelli, sia il deputato Roberto Fico, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, nella sua tappa triestina dello scorso novembre.

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Ma come reagisce a quest’ultimo appello, l’altro candidato sindaco grillino, vale a dire Paolo Menis? «Prendo atto di questa lettera che sarà oggetto di una attenta valutazione insieme a tutti gli attivisti che sostengono la mia candidatura» afferma in modo glaciale Menis, senza tradire alcuna emozione. Non sbilanciandosi nemmeno sulla sua partecipazione all’assemblea in questione. «Anche in questo caso valuteremo tutti insieme il da farsi» taglia corto Menis. Insomma, se qualcuno sperava che dopo questo tentativo di avvicinamento (di programmi e non di candidati) da parte di Sabia, qualcosa potesse cambiare nel grande gelo tra i due candidati grillini, si sbagliava di grosso. La frattura rimane piuttosto evidente. Un muro contro muro destinato a continuare ancora. Almeno fino all’assemblea convocata per domani alle 20, al Caffè Stella Polare di piazza Sant’Antonio.

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