Ribaltone a centrodestra. È Fedriga il candidato

TRIESTE. Il ribaltone è servito. Massimiliano Fedriga sarà il candidato del centrodestra alle regionali. La designazione dell’esponente leghista arriva nel primo pomeriggio da Palazzo Grazioli, dove Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni sono riuniti per discutere i punti aperti, a cominciare dalla presidenza delle camere.

Sfuma dunque il nome di Renzo Tondo, mai troppo saldo. Il Friuli Venezia Giulia è stato per giorni argomento irrilevante per i leader nazionali e non hanno aiutato mesi di polemiche tra il Carroccio e Forza Italia sul piano locale. Ma il dado è tratto, anche se il centrodestra si presenterà in campagna elettorale con vistose crepe nei rapporti interni, dopo quella che è sembrata una guerra fredda tra avversari più che una trattativa fra alleati. Un percorso finito allo scadere, nella convinzione che la vittoria sia a portata di mano, a prescindere da programmi ed elettori.

Già dalla mattina il cambio di scenario appare sempre più probabile. Fratelli d’Italia e Progetto Fvg cominciano a raccogliere le firme sul nome di Fedriga e le chat leghiste invitano i militanti ad aiutare gli alleati. La coordinatrice regionale forzista, Sandra Savino, continua però a rifiutare l’ipotesi e chiede ai referenti nazionali perfino di valutare la corsa in solitaria di Forza Italia, dopo aver capito che un ritorno su Riccardo Riccardi è impossibile. Dopo la sequenza di bocciature seguita ai provini romani, la gestione Savino è sotto accusa dentro il partito. Gli ultimi colpi li assestano da una parte le reazioni popolari alla designazione di Tondo e l’impegno di Salvini a mutare la scelta, dall’altra la trattativa per il Senato, sganciata dalle sorti della regione ma che comincia a pendere verso la scelta di un forzista, con conseguente necessità di offrire alla Lega un risarcimento simbolico. Ed ecco che Fedriga diventa il candidato del centrodestra. Salta l’accordo preelettorale che aveva assegnato il Fvg a Forza Italia.

Nato a Verona 37 anni fa, sposato con due figli, Fedriga si è trasferito a Trieste da bambino, conseguendo la maturità scientifica e una laurea in Scienze della comunicazione, messa scarsamente a frutto vista la precoce carriera politica. È iscritto alla Lega dal 1995 e viene dalla gavetta della militanza quotidiana, che lo ha portato nel 2003 a essere nominato segretario provinciale. Cattolico osservante, con simpatie per Comunione e liberazione, è personalità pacata nel privato ma combattiva sul piano pubblico, come appare nei numerosissimi passaggi tv, che ne hanno fatto l’uomo immagine della Lega di Salvini. Del segretario ha sposato il passaggio dall’impegno esclusivo per il Nord alla dimensione sovranista, come d’altronde aveva in precedenza appoggiato sia la gestione Bossi che quella Maroni. Salvini lo ha definito come uno dei migliori elementi del partito.
Nel centrodestra regionale è l’esponente con maggiore esperienza di rango nazionale, tanto da essere entrato nel totoministri del centrodestra, ma i detrattori lo accusano di non aver mai svolto il ruolo di amministratore. Venne eletto alla Camera nel 2008, a soli 28 anni. All’election day si candidò anche alle regionali ma rimase alle spalle di Federica Seganti e Roberto De Gioia. Durante la prima esperienza da parlamentare, nel 2011, fu candidato della Lega alla carica di sindaco di Trieste, dopo la spaccatura del centrodestra: ottenne il 6,3%. Fu riconfermato deputato nel 2013, venendo scelto capogruppo l’anno dopo, quando venne anche eletto segretario del partito in Fvg. Appena riconfermato deputato per il terzo mandato, dovrà dimettersi in caso di vittoria alle regionali.
Poco prima dell’ufficialità, Tondo aveva convocato la stampa per uscire dall’angolo con eleganza: «Sono ancora a disposizione della coalizione per la presidenza. Se dovesse essere scelto un altro nome, Autonomia responsabile darà un appoggio convinto. Correrò anch’io in tre collegi». Felicissime le due pasionarie leghiste che più si sono spese durante la protesta pro Fedriga: per Barbara Zilli, «la volontà dei cittadini è stata finalmente rispettata», mentre Anna Cisint ritiene che «Salvini ha confermato di essere un leader». Dal Veneto così Luca Zaia: «Fedriga è un amico e saprà farsi valere». Fabio Scoccimarro (Fdi) si dice «felice per la scelta». Forza Italia continua nella linea del silenzio, chiedendosi se la vicepresidenza sarà assegnata a Riccardi.

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