A Turriaco la lista che non c’è nel mirino dei dem e della Lega

Si accende la campagna elettorale a Turriaco, ma lo fa tra il centrosinistra e una lista, quella di Paese in Comune, che alle comunali di domenica non ci sarà. Per la lista Turriaco Democratica, che raccoglie l’eredità del Pd, il comportamento della ex minoranza in Consiglio risulta quantomeno ambiguo. «Sembra proprio che Masat, Bergamasco, Petean&co. si comportino come fossero in corsa - affermano i dem turriachesi -, organizzando una riunione in sala consiliare a 5 giorni dalla scadenza elettorale e distribuendo in questi giorni casa per casa un opuscolo a colori con il proprio attacco all’amministrazione uscente». L’unica differenza rispetto una campagna elettorale è, secondo Td, che «mancano le proposte, a parte quella strampalata di un nuovo bocciodromo, e compaiono solo una serie di accuse». Che la lista Td afferma di respingere al mittente. «Con una considerazione: è solo un'impressione oppure questa manovra, vista la contrapposizione a due - aggiunge la lista -, rischia di offrire un assist al candidato della Lega, orientando un elettorato moderato verso un estremismo di destra?».
Riguardo Villa Priuli Turriaco Democratica, oltre a rilevare come un municipio e una casa delle associazioni funzionanti esistano già, sottolinea come i costi di acquisizione e riqualificazione si aggirino attorno ai 6-7 milioni di euro. «Chi sostiene poi che si poteva mantenere la vecchia palestra e in più costruirne una nuova, non ha idea della situazione - aggiunge Td -. Mantenere una struttura, vecchia di 50 anni, senza tribune, con le coibentazioni in amianto friabile, gli impianti ormai superati e sacrificare un’area verde per edificare una nuova palestra non ha senso. A breve saremo invece in grado di offrire un edificio con strutture completamente rinnovate». Una terza considerazione Td la fa sull’ex Arci. «Trattandosi di struttura privata, ipotecata e gestita da un curatore fallimentare - si chiede la lista -, siamo così sicuri che per ragioni storico-affettive il Comune debba, ammesso che lo possa fare, divenire proprietario dell’immobile? Per questo, come per altri edifici, la giunta uscente ha dato la possibilità di riconversione in edilizia residenziale, per evitare strutture fatiscenti o chiuse in paese. Così si è potuto far demolire il vecchio capannone del Consorzio Agrario, proprio di fronte all’ex Arci, e confidiamo in un intervento di riqualificazione dell’intera zona a opera dei privati proprietari, che sono gli unici titolati ad intervenire».
Sull’ambiguità della lista che non esiste Paese in Comune interviene anche il candidato sindaco Stefano Mattiussi della Lega Salvini Premier per Turriaco: «Paese in Comune”faccia chiarezza una volta per tutte. Sabato mattina abbiamo notato con sorpresa un appoggio alla nostra lista e al nostro programma da parte di Paese in Comune, cosa che ci ha fatto piacere. Nel giro di qualche ora il tutto è stato ritrattato, evidenziando un repentino cambiamento di idea, con smentite su Facebook e su Il Piccolo. Aspettiamo quindi che la lista Paese in Comune decida di fare chiarezza al proprio interno e quale posizione prendere definitivamente. Intanto noi rimaniamo a disposizione e continuiamo a parlare con la gente, illustrando il nostro programma fatto di cose concrete per i cittadini, di innovazione, sviluppo e progettazione europea. Ci auguriamo che gli elettori vedano in noi un atteggiamento coerente e costruttivo sul quale rivolgere la loro fiducia».
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