Addio a Durì, uomo degli eventi Ha dedicato la vita alla città

Dal suo ufficio in Comune garantiva il buon esito di tutte le manifestazioni Il consigliere Hassek: «Instancabile». Ex dirigente sindacale e scrittore di poesie



Viva commozione tra i dipendenti comunali per la scomparsa all’età di 62 anni di Adriano Durì. Una persona conosciuta e stimata che ha fatto della disponibilità la sua costante di vita. Entrato sin da giovane in comune, dopo aver svolto i primi compiti e mansioni nei vari settori gestionali, tra i quali quello delle onoranze funebri, era successivamente passato all’ufficio Eventi. Ed è qui che Adriano, per una lunga stagione, ha dato il meglio di se stesso. Era sempre pronto sul fronte del dovere e dell’operatività. Roberto Cevenini lo ricorda con commosse parole. «Amico sincero e dotato di fine umorismo, non si risparmiava mai nel portare perfettamente a termine i suoi lavori eseguiti sempre con alto senso del dovere ed altrettanta serietà esecutiva. Si sentiva costantemente al servizio di tutti». «A fronte delle tante manifestazioni che si svolgono annualmente nella nostra città - sottolinea Cevenini -, come la festa di capodanno in piazza Vittoria, Gusti di frontiera, èStoria, l’organizzazione del premio Amidei, era sempre l’ultimo a rientrare a casa accertandosi che tutto si fosse svolto nella maniera migliore».

Attivo anche nel settore culturale, si impegnava a fondo nella diffusione e distribuzione delle locandine proprio per dare sempre maggiore rilevanza a questi eventi che lui considerava estremamente importanti. Perché Adriano, oltre ad essere un bravo scrittore di poesie, era un uomo di profonda cultura. Gli mancavano tre esami per ottenere la laurea in filosofia, imboccando poi altre strade. Sapeva interessarsi dei contributi e dei pagamenti alle associazioni così come gestire correttamente i rapporti con la Siae. Per un lungo periodo è stato anche valido dirigente sindacale della Cgil organizzando, sempre al di fuori dell’orario di lavoro, manifestazioni, concerti e spettacoli in tutta la provincia ed in particolare nel 1996 al festival dell’Unità di Modena presentando “L’osteria friulana”.

Anche il consigliere comunale Franco Hassek sente di esprimere la sua vicinanza ed il suo grazie per tutta la collaborazione da lui sempre ricevuta. «Con il suo decesso il comune perde un dipendente di sicuro valore che si è guadagnato la stima dei superiori e colleghi che lo hanno visto amico, aperto, esuberante e sincero contrassegnando instancabilmente tutte le iniziative programmate».

A nome di molti amici scrive Alberto Princis: «Noi non “eravamo” amici di Adriano, lo siamo, ancora e sempre. Con gli amici profondi non serve vedersi ogni giorno. E non si vorrebbe mai scrivere una lettera d’addio per le persone care, che ci lasciano anzitempo». Princis ricorda che sotto i baffoni di Durì si vedeva «quasi un sorriso, leggero e complice»: «Era un laico vero, ma credo che sarebbe contento se ora ricordo che è stato un comunista, all’antica: sapeva rendere omaggio anche a un avversario, se c’era la giusta stima reciproca. Un tempo si diceva “dialettica”, ovvero democrazia delle idee, e non un pallido e arrogante o volgare “potere”».

Durì lascia la moglie Gloria i nipoti Ingrid e Manuel e la sorella Antonella. I funerali, con rito civile, si svolgeranno domani alle 12 di fronte al teatro Verdi di via Garibaldi partendo dalla cappella dell’ospedale San Giovanni di Dio. —



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