Animale sepolto con il padrone Il Fvg “attende” la Lombardia

il caso
La proposta di legge del consigliere regionale leghista Antonio Lippolis che prevede, su richiesta e per volontà del defunto o degli eredi, di far tumulare, previa cremazione e in teca separata, il proprio cane o gatto nello stesso loculo del defunto o nella tomba di famiglia, guarda con attenzione quanto sta accadendo in Lombardia.
La Regione presieduta da Attilio Fontana era stata la prima ad approvare lo scorso febbraio una riforma dei servizi necroscopici, funebri e cimiteriali che introduce numerose norme in materia di polizia mortuaria e attività funebri, tra cui la possibilità di tumulare gli animali d’affezione nello stesso loculo del defunto. Ma per il governo il dettato è incostituzionale e per questo ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la riforma lombarda. «Una facoltà assolutamente estranea alla normativa statale in materia – si legge nella delibera del Cdm – che contrasta in particolare con l’articolo 50 del Dpr 285 del 1990, secondo il quale nei cimiteri sono ricevuti, quando non venga richiesta altra destinazione, i cadaveri delle sole persone».
Secondo il governo, le disposizioni sui resti degli animali d’affezione «contrastano con i principi fondamentali in materia di tutela della salute, in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione». La Regione Lombardia – la legge era passata con i voti di Lega e Fi, contari invece Pd e M5s – però non si arrende, e ora ha presentato ricorso. E in Fvg la proposta di Lippolis attende l’esito. A Roma, sostanzialmente, sostengono non sia previsto che i cimiteri possano accogliere le ceneri degli animali d’affezione, e che questi non possano quindi essere sepolti con i loro padroni. Ma la Lombardia fa leva sul fatto che, in realtà, attualmente non ci sia una normativa nazionale specifica in materia. —
L.T.
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