Anomala moria di Pinna nobilis nell’arcipelago delle Elafiti



La prima moria nelle acque croate dell'Adriatico di nacchere di mare, o Pinna nobilis, è stata segnalata di recente da esperti della società zaratina per le ricerche in mare “20.000 Milja”. Il rinvenimento di animali morti – parliamo del più grande mollusco bivalve nel Mediterraneo – è stato registrato sui fondali dell’arcipelago raguseo delle Elafiti, monitorato per alcuni giorni dai biologi marini che intendevano accertare se i problemi riscontrati in altre aree mediterranee riguardassero anche il versante orientale dell’Adriatico.

Purtroppo c’è stata una prima conferma e ha riguardato le isolette di Calamotta e Giuppana, dove è stato riscontrato un tasso di mortalità di questa specie rigorosamente tutelata in Croazia compreso tra il 64 e il 74 per cento. Nelle acque di tre insenature sono stati contati 650 esemplari di cui 450 morti o moribondi. Quelli privi di vita, o gran parte di essi, erano coperti da murici, nutritisi della polpa del bivalve, mentre alcuni esemplari ormai prossimi a decedere stentavano oppure non chiudevano affatto la conchiglia all’avvicinarsi di un corpo esterno, al contrario di quanto fanno le nacchere sane.

«Abbiamo compiuto monitoraggi anche nelle acque del Parco naturale di Telaščica, sull’Isola Lunga e in quelle del Parco nazionale dell’isola di Meleda – è quanto comunicato da 20.000 Milja – riscontrando il tasso di mortalità del 12 per cento, che è poi la media che si registra nel Mediterraneo. Le Elafiti ci hanno però riservato un’amara sorpresa e di questo abbiamo informato i ministeri croati dell’Ambiente e dell’Agricoltura e Pesca. Basandoci sullo scambio di esperienze con gli altri colleghi europei, crediamo che la Pinna nobilis venga decimata dal parassita Haplosporidium pinnae, microorganismo trovato all’interno dei bivalvi. Abbiamo notato che il protozoo aveva colonizzato l’apparato digerente, aggredito la ghiandola digestiva e interferito in modo fatale sui processi vitali di questa specie endemica del Mediterraneo. I nostri controlli vanno avanti, con la speranza che la strage delle Elafiti possa rivelarsi un fenomeno isolato». Mentre da Zagabria è arrivata la notizia che i due citati dicasteri vareranno tra breve misure atte a tutelare il bivalve per evitarne la temuta estinzione, la società zaratina ha invitato sub e bagnanti che notassero esemplari morti di Pinna nobilis a rivolgersi al profilo Facebook dell’associazione, all’indirizzo mail info@drustvo20000milja.hr, oppure a telefonare al recapito 095 896-8477, segnalando eventuali anomalie.

La nacchera, protetta anche dalle direttive dell’Unione europea, è un mollusco filtratore, molto utile per l’ecosistema marino in quanto assorbe inquinanti e patogeni. È assolutamente rischioso mangiarne la polpa proprio per quanto detto sopra. —



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