Armi su una nave attraccata in porto Allarme dei sindacati

In porto a Monfalcone attracca una nave in transito per sbarcare acciaio, tondoni di ferro, ma nello scalo si crea allarme tra gli addetti in banchina e scoppia la polemica dopo la scoperta che a bordo il cargo trasporta tre o quattro container carichi di armi destinate a Riad.
«Un fatto gravissimo» denuncia il segretario regionale della Filt-Cgil Valentino Lorelli che oltre a «denunciare politicamente» questa vicenda annuncia che «chiederà spiegazioni approfondite» a tutte le istituzioni se sono state prese tutte le necessarie cautele vista la presenza di questo carico pericoloso. Ma quello che è più spiacevole, fa sapere Lorelli, è che sindacati e maestranze sono venuti a sapere ieri all’ora di pranzo, solo all’ultimo momento, della natura del carico, una volta che la nave è attraccata.
La nave si chiama Norderney (armatore tedesco), batte bandiera di Antigua, è lunga 109 metri, proveniente dall’Ucraina e diretta al Pireo. È arrivata sabato ed è partita già ieri pomeriggio tra le polemiche. In realtà, da quanto si è appreso dalla Capitaneria, si trattava di una toccata solo per scaricare i tondoni di ferro, la stessa Capitaneria era al corrente del trasporto di “materiale di armamento”, e soprattutto la nave era adatta a questo trasporto, con sistemi di sicurezza vista la sua certificazione. Gli stessi container erano in una zona protetta e tutte le operazioni, è stato assicurato, sono state fatte nel pieno rispetto di tutte le normative di sicurezza. È stata allertata pure la polizia e la Guardia costiera ha vigilato per assicurarsi che non venisse sbarcato altro che i tondoni. A Monfalcone, si è saputo, capita una o due volte l’anno.
Assicurazioni che comunque non bastano a Lorelli: «Diamo per scontato che siano state prese tutte le precauzioni - dice - ma chiederemo alle istituzioni di spiegare come si è provveduto alla sicurezza delle maestranze che hanno lavorato vicino a questi carichi pericolosi. La gente era molto preoccupata». Ma c’è anche il risvolto politico. «Noi non vogliamo che nel porto di Monfalcone transitino armi - conclude il segretario - su questo la nostra contrarietà è assoluta. Vogliamo chiudere i porti ai migranti e poi facciamo transitare le armi che creano queste vittime che scappano dalle guerre. Tutto ciò è inaccettabile». —
G.G.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Il Piccolo








