Carcere e multe per i quattro trafficanti di datteri di mare
FIUME.Mano pesante del Tribunale regionale di Fiume per una banda umaghese di quattro trafficanti di datteri di mare. Il processo bis (il primo era stato cancellato dalla Corte suprema croata per vizi procedurali) ha visto imputati Mladen Jović, 51 anni, ritenuto il cervello del gruppo; Tomislav Bašić, 42 anni, Zoran Milošević, 43 e Elvis Palcić, 41, ritenuti colpevoli in prima istanza per avere estratto lungo la costa occidentale dell'Istria e poi venduto in Slovenia 560 chili di “datoli”, 20 chili di capesante e 5 chili di tartufi di mare o dondoli, bivalvi rigorosamente protetti in Croazia.
La presidente della corte, giudice dell’Uskok (Ufficio croato per la lotta a corruzione e criminalità organizzata), Jesenka Kovacić, ha inflitto a Jović un anno e due mesi di carcere; Bašić e Milošević sono stati condannati a dieci mesi e Palcic a sette mesi di reclusione. Scontato che gli avvocati impugnino la sentenza. A incastrarli una moltitudine di colloqui telefonici, scambi di sms e video. La giudice ha anche ritenuto gli imputati colpevoli di grave devastazione ambientale, condannandoli a una multa di 2,8 milioni di kune, 378 mila euro. Disposta inoltre la restituzione di quanto ricavato dalla vendita dei frutti di mare: 19 mila euro, che con l’ammenda saranno versati nel bilancio statale croato.
La raccolta e commercializzazione dei datteri di mare e degli altri molluschi era avvenuta tra il 28 giugno e il 21 ottobre del 2010, con Bašic e Miloševic che trasportavano i frutti di mare in Slovenia a bordo delle loro imbarcazioni. I due natanti sono stati posti sotto sequestro. «Dalle conversazioni telefoniche – così il magistrato nel motivare la sentenza – è emerso che i quattro erano in contatto con un gruppo di cittadini sloveni, che poi provvedevano evidentemente a smistare» la merce «a ristoratori connazionali. Per un chilo di “datoli”, gli sloveni pagavano 34 euro». Accettate comunque diverse attenuanti. A carico di Jovic anche l’aggravante del periodo prolungato di traffico di molluschi proibiti, di un’attività bene organizzata e dei pesantissimi danni all’ambiente marino. —
A.M.
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