Curioso, instancabile e giramondo L’identikit dello sciacallo dorato



Negli ultimi anni capita di avvistarli sul Carso, triestino e sloveno, con frequenza sempre maggiore. Eppure degli sciacalli dorati, animali non pericolosi per l’uomo, si a ancora molto poco. Per questo il ministero sloveno dell’Ambiente, assieme all’Agenzia di ricerca slovena, ha finanziato un recente progetto dal titolo “Distribuzione spaziale, abbondanza, stima dell'andamento demografico e potenziale diffusione dello sciacallo dorato in Slovenia”.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Associazione di caccia, oltre a raccogliere dati di base sulla biologia e sulle caratteristiche demografiche delle specie, punta a monitorare questi animali. Uno degli esemplari seguiti dai ricercatori è un maschio di circa un anno e mezzo, catturato a novembre scorso vicino al monte Trstelj, a sud di Nova Gorica, a pochissimi chilometri dal confine, ed equipaggiato con un radiocollare Gps.

Dopo essere rimasto per circa tre mesi in un raggio di circa 5 km quadrati, improvvisamente il 21 febbraio scorso lo sciacallo ha lasciato l’area dirigendosi verso sud-est. Ogni giorno ha effettuato un percorso stimato tra i 15 sino ai 30 km attraverso i boschi del Monte Nevoso in Slovenia, arrivando sino al Gorski kotar in Croazia. Ha attraversato senza problemi le autostrade Lubiana-Capodistria e Zagabria-Fiume, da dove ha proseguito il suo viaggio attraverso le Alpi Dinariche fino al Velebit settentrionale. Il 7 marzo è arrivato a Senj, nel Quarnero. In 14 giorni dall’inizio della dispersione, ossia il movimento fuori dal proprio territorio, l’animale ha percorso - misurando come linee rette tra coppie consecutive di posizioni registrate - ben 215 km: naturalmente, il percorso effettivo è stato molto più grande. Secondo gli studiosi lo sciacallo rimarrà in Dalmazia. Forse anche per “mettere su famiglia”. —



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