Fiume, slitta ancora la fine dei lavori allo scalo contenitori

L’infrastruttura non sarà pronta prima di maggio I nodi della concessione e del collegamento stradale



Slitta ancora la conclusione dei lavori per il secondo scalo contenitori a Fiume, quello di Riva Zagabria. È stato il direttore dell'Autorità portuale fiumana, Denis Vukorepa, a confermare che l'infrastruttura non sarà portata a compimento entro la fine di quest’anno, bensì nel maggio prossimo.

«I ritardi nella costruzione del terminal», che si svilupperà lungo una banchina di 400 metri, «non ci hanno sorpreso», ha detto Vukorepa sottolineando la complessità del progetto. Il direttore dell’Authority ha ricordato che il cantiere era stato avviato nell’agosto del 2014, «e in un primo momento la conclusione dei lavori era prevista nel luglio 2017. Poi si era parlato di metà dicembre 2018 ed ora il termine ultimo è maggio 2019. In merito stiamo contattando la Banca mondiale, che ci aveva concesso il prestito per la struttura di Riva Zagabria, nell'ambito di Fiume Gateway 2, il progetto di modernizzazione del porto fiumano».

L'appalto, per un totale di 70,6 milioni di euro, era stato affidato al consorzio italiano composto da Grandi Lavori Fincosit, Costruzioni Co.Ed.Mar e Impresa costruzioni Giuseppe Maltauro. Le società italiane hanno poi avanzato varie richieste di aumento del costo dell’appalto, arrivando a ulteriori 19,5 milioni di euro.

Con la Port Authority di Fiume è stato raggiunto un accomodamento, cosicché i costruttori hanno ricevuto 3 milioni e 990 mila euro in più portando i costi complessivi a circa 75 milioni di euro. Ad incidere sulle richieste, ha affermato Vukorepa, era stata la crisi che aveva attanagliato anche i componenti del consorzio di imprese edili: «Comunque sia – ha aggiunto – i nostri partner italiani stanno lavorando in maniera ottimale. Da completare resta ora il 7 per cento dell'opera».

Intanto però c’è da sciogliere un altro nodo. Nel semestre di qui alla prevista conclusione dei lavori l'Autorità portuale sarà chiamata a inviduare la realtà alla quale affidare la concessione di Riva Zagabria, quella cui spetterà investire in attrezzature e altre infrastrutture una cifra intorno ai 150 milioni di euro, con l'obbligo di costruire ulteriori 280 metri di banchina operativa. Al primo concorso per la concessione, va rammentato, non si era fatto vivo nessuno. Secondo Vukorepa però «in questo momento l'interesse è davvero molto forte».

Resta anche la questione della statale D403, strada lunga non più di 3 chilometri e che collegherà lo scalo di Riva Zagabria e la Tangenziale di Fiume. Un'opera viaria imprescindibile e senza la quale il nuovo scalo contenitori non avrebbe alcun senso, in quanto permetterà di movimentare le merci senza toccare l'intenso traffico stradale cittadino.

La D403 verrà a costare sul mezzo miliardo di kune (circa 67,3 milioni di euro): un investimento molto alto che si spiega con i tre chilometri che si dovranno sviluppare lungo una galleria, un cavalcavia, sottopassaggi, rotatorie e altri interventi. In questo momento non è stata ancora avviata la gara d'appalto, che dovrebbe partire con l’inizio del nuovo anno. —



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